venerdì 21 novembre 2014

Il parlamento inglese dibatte sulla creazione monetaria da parte delle banche commerciali (credito). BBC English version (video)



Il parlamento inglese dibatte sulla creazione monetaria da parte delle banche commerciali (credito). BBC English version 


Ieri mattina al parlamento inglese si è parlato della creazione monetaria attraverso il credito da parte delle banche commerciali. Il dibattito è stato molto lungo ed ha portato in evidenza quello che la scuola auritiana dice oramai da molto tempo, e ha ribadito con il mio intervento a Montegranaro. Le banche commerciali creano il 97% del denaro attraverso il credito.
Purtroppo nel dibattito non sono emerse alcune evidenze proposte dal compianto professor Auriti molto tempo fa. Non si è messo l'accento sul fatto che questa creazione rappresenta un debito fondamentale per la società e che in questo modo il sistema bancario si attribuisce la proprietà giuridica del denaro. Il discorso si è comunque spostato molto velocemente su argomenti interessanti, più che altro concernenti l'opportunità di lasciare alle banche il potere di creare denaro in considerazione dell'utilizzo che queste ne hanno fatto in questi decenni, creando in particolare bolle speculative e crisi economiche. Qualche accenno è stato fatto anche sugli alti profitti derivati dalla creazione del credito, mentre nella sua risposta il governo ha replicato con alcune proposte di riforma per un maggiore controllo sulla destinazione del credito, senza però mettere in discussione il sistema.
Nel dibattito di ieri sono emerse tutti i limiti della riforma monetaria promossa da Positive Money, che seppur fondata su un'attenta ricerca sui meccanismi di creazione monetaria, non riesce ad uscire da una visione puramente economista e ragionieristica, lasciando così spazio alle classiche obbiezioni sull'opportunità da parte dei governi di controllare questa creazione.
Come auritiani sappiamo bene invece che non solo il governo dovrebbe controllare l'emissione monetaria, ma che questa, essendo di proprietà dei propri cittadini, deve legalmente appartenere al portatore. Non è questione di “opportunità”, ma di giurisprudenza, essendo la moneta una fattispecie giuridica. La moneta e l'economia sono fenomeni sociali da regolare con la legge convenzionale e finché non si affronterà la questione giuridica i cittadini non potranno mai godere della loro proprietà, così come l'economia non potrà essere veramente libera fintanto che dovrà utilizzare un debito per scambiare le proprie produzioni.
Nel novembre dello scorso anno incontrai Ben Dyson per congratularmi per il suo ottimo lavoro ma anche per evidenziare il passo successivo, quello filosofico e giuridico compiuto già da Auriti, per rendere la sua proposta realmente inattaccabile. Diamo tempo a Positive Money, specialmente in considerazione dell'articolo di qualche anno fa pubblicato sul The Guardian a firma proprio di Ben Dyson in cui si titolava “Il denaro è stato privatizzato con l'inganno”.
L'atto di privatizzare è esclusivamente giuridico, determinato da una volontà politica oggi assente nelle proposte di riforma anglosassoni per una mancata conoscenza della teoria del valore auritiana.
Ieri si è compiuto un piccolo ma storico passo nel parlamento inglese, sperando che prima o poi quel titolo “Il denaro è stato privatizzato con l'inganno” diventi tema di ricerca anche per gli amici inglesi di Positive Money.


Daniele Pace, autore de La Moneta dell'Utopia e Dialoghi con Auriti

mercoledì 19 novembre 2014

Daniele Pace e la creazione monetaria (video del convegno di Montegranaro)

Ecco il video dell'intervento a Montegranaro.


lunedì 17 novembre 2014

Emergenza Economica: i Comuni possono battere moneta, per Legge

bristol-pound
Il nostro contributo vuol essere uno sprone ad operare secondo la giurisprudenza e le normative per dare una soluzione ai Comuni che non stanno più ricevendo trasferimenti monetari ( soldi che paghiamo con l'imposizione fiscale) da parte dello Stato. Ogni anno i Comuni hanno sempre meno risorse tanto che lo Stato ha legiferato per le Local Tax. Un inglesismo per addolcire la pillola delle Tasse Locali che si aggiungeranno a quelle che già paghiamo come Central Tax. Passateci l'inglesismo. Visto che si prende sempre come esempio un linguaggio anglosassone perchè non prendere come esempio anche quello che fanno gli anglosassoni ? A Bristol, infatti, hanno istituito la "moneta comunale" per sopperire alla crisi.Ebbene sì, anche in UK hanno la crisi nonostante qualche economista dica che la sterlina è una moneta sovrana. Talmente "sovrana" che sta opprimendo i suoi "sudditi". 

Tornando alla nostra Italia, non possiamo sperare che la politica , quella che ora parla di Sovranità Monetaria e di inutili Referendum "per la permanenza nell'euro", legiferi per uscire da questo sistema monetario in tempi brevi. Però possiamo sperare che voi cittadini facciate capire ai vostri politici locali, lamentosi delle scarse risorse comunali, che c'è un'alternativa per sopperire all'emergenza economica per mancanzo di denaro. Agendo in deroga alla Leggi perchè lo prevede il T.U.E.L. e perchè è stato già fatto in precedenza durante tutta la vita repubblicana del nostro Paese.
Tanto più che a conferma che si tratti di emergenza lo dimostranbo i tavoli istituzionali per l'emergenza economica istituiti dalle Prefetture, quindi, vi è la conferma che c'è emergenza. Ed allora , se si tratta di emergenza eccovi la soluzione LEGALE.

PREAMBOLO
La “legge Reale” (n. 152/1975) introduceva invece disposizioni speciali a tutela dell’ordine pubblico prevedendo la possibilità di custodia preventiva anche in assenza di flagranza di reato e permettendo da parte della forza pubblica l’utilizzo delle armi non solo in caso di resistenza ma anche al fine di prevenire determinati reati quali ad esempio quelli di terrorismo.
L’articolo 32 della Carta costituzionale sancisce il sacrosanto principio secondo cui nessuno possa essere obbligato a un determinato trattamento sanitario. Prevede però che a questa regola si possa per legge derogare. Anche qui si tratta di casi di emergenza: epidemie o casi di patologie mentali che possono mettere a repentaglio  la salute pubblica.
La stessa Organizzazione delle Nazioni Unite, che nel 1966 volle regolamentare attraverso una Convenzione i diritti civili e politici, stabilì che ai principi contenuti in quel solenne Atto si potesse derogare in virtù di uno “stato di emergenza”.
VENIAMO AL DUNQUE
Gli esempi riportati dimostrano quindi quanto non solo sia possibile derogare dalla legislazione ordinaria in caso di necessità cogente, ma anche che tale deroga possa addirittura andare a operare nei settori più delicati e comunemente “intangibili” dell’organizzazione della vita civile: la privazione della libertà personale, la violenza legittima, il diritto alla salute, i diritti politici.
Ora il busillis sta tutto nell’individuare in quali casi si possa parlare di situazione d’emergenza. La attuale degenerazione sociale causata da quella che viene eufemisticamente definita “crisi” economica può essere considerata in tale fattispecie? Ragioniamo in prima istanza in termini di pubblica sicurezza: i reati violenti di natura patrimoniale, indotti dalla spasmodica ricerca di denaro di sempre più larghe fasce di popolazione che ne sono state private, stanno subendo un incremento esponenziale. Senza volerci addentrare in dati statistici, l’allarme è tangibile per chiunque viva in una qualunque città italiana; la stampa riporta tali eventi a tamburo battente, il senso di insicurezza sul territorio è sempre più tangibile. Tale situazione inoltre, in determinate zone del Paese, porta fiumi d’acqua al mulino delle organizzazioni criminali che spesso vengono definite il pericolo numero uno per le istituzioni e per la convivenza sociale.

Parliamo poi della questione dei suicidi. La morte auto-inflitta non è comunemente considerata (per via di una certa censura e per una diffusa ignoranza in materia) un fenomeno emergenziale. Nulla di più sbagliato. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2000 ha diffuso dei dati che parlano di una morte per suicidio ogni 40 secondi e di un tentativo di suicidio ogni 3 secondi; per rendere l’idea, ciò significa che muoiono suicidi più uomini di quelli che perdono la vita in tutti i conflitti armati della Terra e in tutti gli incidenti stradali. E si badi: sono dati del 2000, di molto precedenti all’attuale esasperazione della crisi economica che è stata tristemente caratterizzata da un incremento esponenziale del fenomeno. La stessa OMS ha ravvisato nel suicidio un’incidenza sociale tale da istituire un apposito Istituto di prevenzione, il Supre.
I suicidi e i reati violenti di natura patrimoniale debbono quindi essere iscritti, in virtù di incontrastabili dati statistici e di affermati studi sociali, nella categoria delle situazioni di emergenza.
Quale conseguenza deve derivare, in contesto istituzionale, da questa affermazione? Semplice: che in ragione della situazione emergenziale si possa e si debba derogare alla legge ordinaria e ai trattati al fine di porne rimedio, o comunque di arginarla. Un valido strumento d’azione potrebbe essere ad esempio quello dell’emissione, da parte dei Comuni, di uno strumento monetario alternativo e complementare all’Euro, per venire incontro alle esigenze vitali di sopravvivenza economica della popolazione. A questa ipotesi viene comunemente contrapposta la norma enunciata dal Trattato sull’Unione Europea per cui solo alla BCE è consentita l’emissione monetaria. Ma è proprio quanto inizialmente esposto che dovrebbe indurre la autorità a ritenere di dover derogare da questa disposizione internazionale in virtù di una situazione di necessità ed estrema urgenza, una situazione di emergenza sociale.

I Comuni hanno teoricamente il potere di imporre questa linea? Guardiamo nel dettaglio. “Al Comune spettano tutte le funzioni che riguardano la popolazione ed il territorio, in particolare è il Comune stesso che deve farsi carico delle esigenze nascenti in determinati settori specificamente delineati dal dettato normativo”.  A conferma di quanto sopra infatti, l’articolo 112 del TUEL enuncia che: “Gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”. Queste ampie funzioni che come abbiamo visto vengono in diversi modi attribuite all’ente comunale, comportano uno serie di problematiche:
a) in primo luogo sono frequenti le controversie circa la definizione dei confini dei ruoli tra i livelli di governo in alcuni settori chiave quali, ad esempio, quello della tutela della salute, governo del territorio e dell’ambiente nonché in tema di servizi sociali.
b) In secondo luogo risulta problematico delineare il rapporto tra le nuove competenze attribuite al Comune e le effettive risorse che al Comune stesso vengono messe a disposizione.
Tutto questo in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione il quale prevede per i Comuni (e Province, Città Metropolitane e Regioni) autonomia finanziaria di entrata e di spesa, tributi ed entrate propri, compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio nonché un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Prevede altresì il medesimo articolo che le risorse di cui sopra consentono al Comune di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite. Inoltre l’articolo 7 del Decreto Legislativo 112/1998 prevede la “devoluzione alle regioni e agli enti locali di una quota delle risorse erariali tale da garantire la congrua copertura (…) degli oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti nel rispetto dell’autonomia politica e di programmazione degli enti; in caso di delega regionale agli enti locali, la legge regionale attribuisce ai medesimi risorse finanziarie tali da garantire la congrua copertura degli oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni delegate, nell’ambito delle risorse a tale scopo effettivamente trasferite dallo Stato alle Regioni”. 
Dal dettato dell’articolo 54 TUEL emerge altresì che il Sindaco, sempre nella sua funzione di ufficiale di Governo: emana atti in materia di ordine e sicurezza pubblica, svolge funzioni in materia di polizia giudiziaria, vigila sulla sicurezza e l’ordine pubblico, adotta Ordinanze contingibili ed urgenti in caso di pericolo per l’incolumità dei cittadini.
E’ necessario ricordare inoltre che il Sindaco opera come Ufficiale di Governo anche relativamente ad altre funzioni sulla base di norme di settore (ad esempio in base alla Legge 833/78 in materia di sanità). Proprio in merito alle funzioni svolte quale Ufficiale di Governo è utile svolgere qualche breve considerazione.
Prima di tutto occorre chiarire che il Sindaco che esercita le funzioni di Ufficiale di Governo o di autorità sanitaria non è un organo del Comune, ma dello Stato. Tale principio viene chiaramente sostenuto dalla giurisprudenza, ultimamente si è pronunciata in proposito la Corte di cassazione. In tema di poteri e funzioni del Sindaco la giurisprudenza ha avuto modo di pronunciarsi più volte; punto di notevole interesse è quello relativo al potere di ordinanza del Sindaco medesimo. Circa tale aspetto, il Consiglio di Stato ribadisce che: “… i presupposti che si richiedono per l’adozione dei provvedimenti contingibili ed urgenti, da parte della massima Autorità comunale, sono – ai sensi dell’art. 38 comma 2, l. 142/1990 – da un lato, l’impossibilità di differire l’intervento ad altra data in relazione alla ragionevole previsione di danno incombente (donde il carattere dell’urgenza); dall’altro, l’impossibilità di provvedere con gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione (donde la contingibilità)”.

Alla luce di quanto sopra i Sindaci possono operare con provvedimenti (ordinanze) contingibili ed urgenti in materia di sanità e sicurezza dotandosi di strumenti straordinari rispetto a quelli previsti dalla legislazione. Lo strumento monetario previsto dalla legge (L’Euro) può essere affiancato da uno strumento monetario alternativo e “straordinario” emesso dai Comuni, al fine di prevenire problemi di salute pubblica “mentale” dovuti alla crisi monetaria ed alla angoscia sociale che sono le cause di problemi di sicurezza pubblica quali gesti estremi violenti che potrebbero coinvolgere la comunità (suicidi, esplosioni, messe a fuoco, stragi ) ed evitare l’incremento del crimine dovuto alla affannosa ricerca di soldi.

Va infine evidenziato che questa “moneta convenzionale” è perfettamente compatibile col sistema monetario internazionale, perché  considera solo aspetti di diritto privato (cioè la proprietà della moneta e la posizione di creditore di debitore), come tali di stretto diritto interno e del tutto irrilevanti per il diritto internazionale. Il progetto è altresì perfettamente compatibile col trattato di Maastricht perché  rispetta l’autonomia della Banca centrale europea.

Il presente vuole quindi anche essere un appello ai Sindaci e ai Comuni italiani perché adempiano al proprio dovere di messa in atto di tutte le condizioni possibili che possano tutelare la salute dei cittadini e lo svolgimento ordinato della vita civile, attingendo all’ampia produzione legislativa e alla consolidata giurisprudenza che li autorizzano in questo senso.
Chiaramente, occorrono Sindaci e Amministrazioni comunali con gli “attributi”, che non si tirino indietro dinanzi alle loro responsabilità.

Durante le campagne elettorali, ognuno di loro ha detto di avere a cuore il destino dei loro cittadini. Vediamo se, ora, è vero.
Fonte: http://www.giacintoauriti.eu/notizie/87-emergenza-economica-i-comuni-possono-battere-moneta,-per-legge.html

venerdì 7 novembre 2014

Economisti "fuori dalla realtà" - il caso Bagnai

del prof.  Giovanni Zibordi


"... la logica sottostante alla svalutazione argentina di fine 2001, o a quella italiana di fine 1992, è esattamente identica: cambiano solo i numeri. In entrambi i casi il cambio nominale si svalutò di quanto era necessario per recuperare il differenziale di inflazione cumulato rispetto al paese "core", secondo il modello economico detto della parità relativa del potere d'acquisto, il quale stabilisce appunto che il cambio nominale tende a "recuperare" quello che il differenziale di inflazione ha fatto perdere al paese "satellite" rispetto al paese "nucleo". Vi faccio un esempio.

Nel 1992 l'Italia aveva mantenuto il cambio sostanzialmente fisso rispetto al marco tedesco per i cinque anni precedenti (il cosiddetto Sme credibile).
Nello stesso periodo aveva avuto in media 4 punti di inflazione in più della Germania. Siccome 5x4=20, il cambio nominale dovette svalutarsi del 20% per rendere i prodotti italiani nuovamente competitivi(cioè: la valuta si deprezzò più o meno esattamente di quanto si erano complessivamente "apprezzati" i prodotti italiani rispetto a quelli tedeschi, ovvero di circa il 20%, cioè del 4% all'anno per 5 anni. Ai fini matematici e astrofili dilettanti segnalo che sto facendo un calcolo approssimativo e ne sono consapevole: il 4% all'anno per 5 anni non dà il 20% ma il 21.6%)..
(leggi il resto qui...
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( ed ora veniamo a noi )
Il prof. Bagnai cita il solito esempio dell'Argentina, quello dell'Italia del 1992 e papers di professori di Harvard e simili con questa teoria (che rappresenta la scienza...) e garantisce che anche oggi, nel 2014, se si tornasse alla lira funzionerà così e avremo un bel -20%, ma non di più verso marco/euro, che è proprio quello che prescrive il dottore, per risollevare l'export e ridurre l'import (la dose giusta di svalutazione, senza esagerare...)

Chiunque abbia osservato i cambi invece su questa teoria ci ride un poco sopra, perchè di fatto il mercato finanziario ora funziona al contrario e anche per dieci anni di fila: si comprano le valute che hanno interessi più alti e ovviamente sono anche quelle dei paesi che hanno inflazione più alta (salvo i casi di sfacelo come l'Argentina...).

Due esempi macroscopici.

L'euro ad esempio dal 1999-2000 è salito del 40% e rotti contro lo Yen e questo secondo la teoria doveva riflettere un inflazione più bassa in Europa che in Giappne. Anche i bambini dell'asilo sanno che in Giappone l'inflazione era NEGATIVA, in media un -0.3% circa per cui il differenziale di inflazione cumulato era di circa 20 punti a favore del Giappone e l'Euro avrebbe dovuto svalutarsi secondo Bagnai e la "scienza" economica del -20% Invece si è rivalutato del 40%. (vedi grafico in fondo)

Secondo esempio. L'euro contro la Sterlina dal 1999-2000 è salito del 40% e rotti fino al 2008 e questo secondo la teoria doveva riflettere un inflazione più bassa in Europa che in Inghilterra, ma....se guardi la tabella Eurostat sotto il differenziale di inflazione cumulato era di 3-4 punti a favore degli inglesi, ergo l'Euro avrebbe dovuto svalutarsi secondo Bagnai e la "scienza" economica.... invece si è rivalutato del 40%. Il colmo è che negli ultimi 4 anni gli inglesi grazie al QE hanno avuto inflazione vicino al 4% mentre nell'eurozona è scesa sotto l'1% e.... la sterlina è SALITA!!!! (vedi grafici in fondo )

Non sto a infierire con altri esempi, ma l'articolo di Bagnai è pieno di riferimenti ai "modelli degli economisti", che gli operatori di mercato seguirebbero nella pratica... della serie vivo fuori dalla realtà economica, ma lo compenso con l'arroganza...

[ovviamente il discorso è più complicato, nel lungo-lungo-lungo periodo i cambi riflettono in buona parte il differenziale cumulato di inflazione, ma sempre di meno, perchè negli ultimi 20 anni il mercato dei cambi è aumentato di 300 volte di dimensione, muove trillioni al giorno e per il 97% è fatto di transazioni speculative e per il 3% circa di transazioni commerciali. Di conseguenza da circa 20 anni i cambi riflettono più che altro i "carry trade" dei grandi fondi e quindi i differenziali positivi di interesse che riflettono a loro volta l'inflazione per cui il meccanismo funziona esattamente al contrario di quello che dice la "SCIENZA" dei professori.. ]

Il succo qual'è ? Oggi il mercato finanziario è Gozilla, è talmente colossale che domina l'economia reale e non la riflette, distorce anche i cambi per cinque o dieci anni di seguito... puoi avere andamenti dei cambi "bizzarri"... In parole povere oggi se sei un paese che ha un pareggio con l'estero e non troppo indebitato con l'estero (come l'Italia) e inflazione più alta della media, che richiede tassi di interesse più alti, puoi anche avere oscillazioni in alto del cambio se rassicuri il mercato con una crescita di PIL (tipo Gran Bretagna o Nuova Zelanda).... Puoi ritrovarti che rispetto al dollaro (a cui sono agganciate di fatto 2/3 delle valute del mondo) invece ti rivaluti, perchè loro si possono permettere tassi zero forever e tu essendo l'Italietta sei nervoso e offri tassi più alti al mercato e questo se solo cresci un poco ti fa un bel "carry trade" ...

Viceversa, a seconda di come sei percepito in termini del tuo debito pubblico comprato all'estero, se vieni "visto male" (o ti vogliono fare del male) puoi avere oscillazioni in basso del -40% o più. Cioè non puoi affatto contare che se torni alla lira, passate le prime oscillazioni, poi svaluti del -20% rispetto al marco e ti stabilizzi. Potresti perdere il -45% se al mercato gira male e per diversi anni.

Ultima cosa: Il Giappone è già più di un anno che ha svalutato contro euro del -36% circa e contro dollaro del -30% e cosa è successo alla sua bilancia commerciale ? E' PEGGIORATA... (anche qui la "scienza" è in difficoltà...hehehe )
inflazione-giappone-eurozona-uk

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Cobraf.com - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale della Scuola di Studi Giuridici e Monetari - "Giacinto Auriti", che rimane autonoma e indipendente
.
Fonte: http://www.giacintoauriti.eu/notizie/86-economisti-fuori-dalla-realt%C3%A0-il-caso-bagnai.html

venerdì 31 ottobre 2014

Aquile imperiali e terrorismo economico: i fondi avvoltoio sono strumenti della politica estera degli Stati Uniti?

Mahdi Darius Nazemroaya Global Research, 26 Ottobre 2014
E’ una coincidenza che i fondi avvoltoi facciano sempre più pressione sull’Argentina che si prepara a sviluppare le seconde più grandi riserve di gas di scisto del mondo? Gli avvoltoi sono strumenti della politica estera?CFK-ONUParanoia o attenzione di Buenos Aires?
Ore dopo che l’ambasciata statunitense a Buenos Aires aveva emesso un avviso di allerta ai cittadini statunitensi presenti o in viaggio per il Paese sudamericano, la presidentessa argentina Cristina Fernandez de Kirchner ha accusato gli Stati Uniti di complottare per rovesciarla o ucciderla. Parlando alla trasmissione televisiva dalla Casa de Gobierno, il 30 settembre, ha spiegato che “se succede qualcosa a me, non guardate al Medio Oriente, guardate a nord“, a Washington DC. Ha detto al popolo argentino di non credere a nulla che il governo degli Stati Uniti dice, respingendo la minaccia del SIIL quale spauracchio degli Stati Uniti. Alle Nazioni Unite era già cautamente sprezzante sulle minacce ISIL contro di lei, quando vi ha parlato il 24 settembre. Ora, però, la Presidentessa Kirchner ha collegato i punti tra la situazione diplomatica con Washington e la minaccia del SIIL verso di lei, affermando che “quando li si vede uscire dalle sedi diplomatiche, farebbero meglio a non venire qui per cercare di spacciare qualche racconto sul ISIS che vuole rintracciarmi per uccidermi”. Invece di chiedere ciò che ha portato Fernandez de Kirchner a fare tali accuse al governo degli Stati Uniti, la questione dovrebbe essere cosa ha portato al deterioramento delle relazioni diplomatiche tra Buenos Aires e Washington. Tale deterioramento ha due dimensioni. In superficie è legato al debito sovrano dell’Argentina, alla sua ristrutturazione e agli hedge fund negli Stati Uniti. L’altra è legata alla politica su petrolio e gas di scisto.
Terrorismo economico e finanziario: in linea con il SIIL?
Di fronte alla sessantanovesima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e alla riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, presieduta dal presidente statunitense Barack Obama, l’Argentina ha sostenuto che il terrorismo non è solo opera di gruppi violenti con le bombe, ma anche di enti e organizzazioni finanziarie che destabilizzano le economie nazionali e impoveriscono intere società con la speculazione e la manipolazione finanziarie. Secondo Cristina Kirchner, “i terroristi non sono solo quelli che lanciano bombe, ma anche coloro che destabilizzano le economie, causando fame, miseria e povertà“. Affrontando la crescente mitologia e fissazione internazionale concernente il SIIL in Siria e in Iraq, l’Argentina ha sostenuto che il terrorismo ha le sue radici alimentate e nutrite da ingiustizia e disparità nel sistema globale. Gruppi come SIIL e al-Qaida sono solo i sintomi di qualcosa di molto più profondo e grave. Respingendo i metodi militari di Washington come improduttivi e illogici, l’Argentina ha dichiarato che per bloccare il circolo vizioso della violenza il mondo deve affrontare alla radice le cause che creano gruppi come il SIIL e condizioni che fanno disperare i popoli. Kirchner ha anche ricordato a Obama e alla delegazione degli Stati Uniti, che raffigurano i gruppi insorti attuali in Siria, che il mondo condanna, come “combattenti per la libertà”. Il punto cruciale della tesi argentina è semplice: il terrorismo è anche economico e finanziario, e tale forma di terrorismo è molto più letale. La distruzione delle economie e la destituzione delle società aprono le porte a una miscela tossica di rabbia, ignoranza e accuse. Perciò Buenos Aires ha sostenuto che i terroristi economici e finanziari che mirano alle economie nazionali devono essere identificati, combattuti e fermati.
Incontrare gli avvoltoi
Non solo l’Argentina s’era indignata il 24 settembre, ma sfidava alle Nazioni Unite le strutture dominanti del sistema globale. Gli argentini erano sconvolti verso gli Stati Uniti ed altri dieci Paesi che avevano votato contro l’istituzione di una formula giuridica universale per affrontare il debito sovrano, pochi giorni prima, il 9 settembre. La presidentessa Kirchner ha deriso le politiche economiche neoliberiste degli istituti di Bretton Woods Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale (FMI), essenzialmente il Washington Consensus. Ha spiegato come i precedenti governi argentini avevano seguito ricette e “condizioni” del FMI, dicendo che la medicina economica del FMI ha rovinato economicamente l’Argentina nel 2001. Allora, chi sono i “terroristi economici e finanziari” condannati dall’Argentina? Parte della risposta è già stata menzionata. L’altra parte ha a che fare con gli hedge fund della NML Capital Ltd. Degli Stati Uniti, che ha sede nelle Isole Cayman, e dell’Aurelio Capital Management. Fin dalla crisi economica nel 2001, Buenos Aires ha rinegoziato i debiti, nel 2005 e nel 2010, attraverso nuovi piani di rimborso e la riduzione dei valori nominali del debito del 70 per cento, circa 13 miliardi di dollari, con il 92,4 per cento dei suoi creditori. Il 7 per cento della minoranza degli obbligazionisti, tuttavia, si tiene fuori e respinge le proposte dell’Argentina. Questi sono hedge fund inglobati dai fondi avvoltoio. Come gli avvoltoi reali circuitano e si aggirano sulle carcasse morenti, tali obbligazionisti colpiscono le economie in difficoltà per trarre vantaggio ed enormi profitti dalla crisi fiscale. Tali hedge fund e fondi private equity predatori operano acquistando debito a sconti stracciati e attendendo ristrettezze e fallimenti. La loro strategia è trarre profitto dai default e amplificarlo massimizzando i rendimenti degli interessi su ciò che gli devono i debitori, o sfruttando i contenziosi citando in giudizio i debitori per importi maggiori di quello che riceverebbero se il debito venisse pagato per intero. E’ nel quadro di tale logica che NML Capital Ltd. ed Aurelio Capital Management hanno rifiutato di accettare qualsiasi swap del debito o accordo con Buenos Aires. Hanno cercato di far deragliare gli argentini e impedirgli di pagare i debiti. Questo è il motivo per cui hanno chiesto il pagamento integrale dei debiti dell’Argentina per un valore nominale di circa 1,33 miliardi di dollari. In ultima analisi, ciò costringerebbe l’Argentina al default incrementandone il debito del 70 per cento. Mentre Kirchner parlava alle Nazioni Unite, Buenos Aires era bloccata nella battaglia legale a New York con gli avvoltoi. Utilizzando il sistema legale degli Stati Uniti, i fondi avvoltoio hanno ottenuto nel 2012 da Thomas Griesa, giudice federale del District Court del Southern District di New York, negli Stati Uniti, una sentenza senza precedenti a loro vantaggio. Griesa aveva ordinato all’Argentina di pagare gli avvoltoi per una somma totale ricalcolata ed irrealistica. L’Argentina ha perso l’appello e la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di ascoltare in appello l’Argentina, a giugno. Griesa ha concesso non soltanto i debiti con oltre il 1600 per cento d’interesse su ciò che era dovuto, in cinque anni, ma ha anche impedito a Buenos Aires di effettuare i pagamenti del debito agli altri obbligazionisti, fin quando non ripaga i fondi avvoltoio della somma totale ricalcolata. Secondo gli argentini, la nuova interpretazione giudiziaria di Griesa implica che un Paese sovrano non possa pagare i creditori che hanno accettato lo scambio, a meno che i debiti dello scambio non siano tutti pagati, concedendo difatti condizioni privilegiate ai creditori. Quindi il pagamento di 539 milioni di dollari è congelato dalla Bank of New York Mellon Corporation, decidendo il ricorso legale degli altri obbligazionisti il 15 agosto.
La sentenza della Corte degli Stati Uniti ha molte conseguenze. Nel primo caso, l’Argentina non può soddisfare la scandalosa pretesa di pagare i fondi avvoltoio del capitale più il 1600 per cento degli interessi in cinque anni. In secondo luogo, a causa della clausola “diritti sulle offerte future” prevista nei negoziati con gli altri obbligazionisti, che promettevano migliori condizioni, l’Argentina è stata messa in una situazione difficile dal giudice statunitense. Date le circostanze imposte dai fondi avvoltoio tramite il giudice Griesa, gli altri obbligazionisti hanno il diritto di esigere pagamenti superiori, equivalenti a ciò che i fondi avvoltoi pretendono. In altre parole, i negoziati del 2005 e del 2010 sono stati effettivamente annullati da Griesa con una quantità ingestibile di interessi aggiunti agli altri debiti. Se gli altri obbligazionisti evocano la clausola “diritti su offerte future”, ci sarà una grave crisi economica in Argentina. Standard & Poor ha dichiarato l’Argentina in mora il 30 luglio, dopo che a Buenos Aires è stato impedito di effettuare i pagamenti del debito. Non solo gli investitori sono spaventati e v’è un ridotto accesso dell’Argentina al mercato dei capitali globali, ma la minaccia d’inadempienza, alla fine di ottobre 2014, mette ulteriore pressione su economia e peso argentini.
Petro-politica: il gas di scisto argentino e la connessione Gazprom
Sull’altro aspetto della storia, va notato che l’Argentina è in via di ripresa economica dal 2002. Questo recupero include il riacquisto dal governo delle società nazionali privatizzate. La chiave è la rinazionalizzazione degli Yacimientos Petrolíferos Fiscales (YPF) del 3 marzo 2012. La rinazionalizzazione di YPF ha irritato la Spagna, in quanto la compagnia energetica argentina era stata acquistata dal gruppo petrolifero spagnolo Repsol. Riprendere il controllo di YPF è stato importante perché l’Argentina ha le seconde maggiori riserve di gas shale recuperabili nel mondo, dopo quelle cinesi, e Buenos Aires pensa di diventare esportatore di gas naturale sul mercato globale. La petro-politica e la guerra energetica sono parte dell’equazione. Non è un caso che Cristina Kirchner concluse il suo discorso, durante la discussione sul terrorismo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, voltandosi verso la delegazione degli Stati Uniti e dicendo che il suo Paese ha vasti giacimenti di idrocarburi che potrebbero finire per divenire una maledizione a causa dei problemi che li accompagnano. Kirchner tacitamente diceva che temeva che Washington s’intrometta in Argentina, come ha fatto altrove, per controllarne le risorse energetiche. Va anche notato che la Russia è partner dell’Argentina nel programma per divenire esportatrice di gas naturale. Prima che Kirchner parlasse alle Nazioni Unite, il presidente russo Vladimir Putin aveva visitato l’Argentina durante il suo tour in America Latina. A Buenos Aires annunciava che l’Argentina è un partner strategico di Mosca. Il 12 luglio Mosca e Buenos Aires firmavano importanti accordi commerciali e su energia, informazione e cooperazione militare. Mesi dopo, tramite teleconferenza, Putin e Kirchner inauguravano la trasmissione di RT in spagnolo o RT Actualidad in Argentina, il 9 ottobre; chiaramente sfidando influenza e interferenze degli USA in Argentina. Alcuni giorni dopo l’intervento di Kirchner alle Nazioni Unite, Argentina e Russia firmavano un importante accordo bilaterale energetico, di cooperazione tra Gazprom e YPF per esplorare e sviluppare i giacimenti di gas naturale dell’Argentina. Gazprom aveva già dei legami con l’Argentina, quando stipulò un contratto per esportare il gas naturale russo in Argentina nel 2013.
Fondi avvoltoio come “aquile imperiali”
Gli argentini hanno gridato allo scandalo. Sono sconvolti dalle dichiarazioni degli Stati Uniti sull’Argentina inadempiente e accusano il sistema legale e il governo federale degli Stati Uniti di complicità nel tentativo di destabilizzare economicamente l’Argentina. Dopo aver rifiutato di sottomettersi alle sentenze dei tribunali, l’Argentina ha cercato di negoziare con i fondi avvoltoio nel luglio 2014. Gli argentini infine respinsero il mediatore nominato dal tribunale, Daniel Pollack, come incompetente e fazioso. La situazione di stallo nei negoziati mediati dalla corte, infine ha portato al crollo quando Pollack ha fatto una dichiarazione contro l’Argentina. L’avvocato del governo argentino, Jonathan Blackman, protestò il 30 luglio per la dichiarazione di Pollack sull’Argentina inadempiente, come “nociva e pregiudizievole verso la Repubblica in relazione al mercato ed altre persone, come i gestori dei credit default swap“. Il 1° agosto, il governo argentino ha detto di aver perso fiducia nella mediazione. Dopodiché, Griesa ha impedito all’Argentina di ripagare gli altri debiti e un’udienza di emergenza si svolse a Manhattan l’8 agosto. Durante tutto questo tempo, Buenos Aires aveva chiesto al governo degli Stati Uniti di chiarire che il suo giudice nazionale non può trattare l’indipendenza argentina da ostaggio. Washington non ha fatto nulla. La settimana prima della comparsa della Presidentessa Kirchner alle Nazioni Unite, il suo governo fu irritato quando un funzionario degli USA disse che l’Argentina era in default. L’Argentina vede nel rifiuto del governo degli Stati Uniti d’intervenire una complicità. Il 7 agosto, Buenos Aires ha anche chiesto alla Corte internazionale di giustizia di ascoltare il suo caso contro Washington che consente al sistema legale degli Stati Uniti di violare la sua indipendenza di Stato sovrano. Quando il Congresso Nazionale argentino ha approvato la legge sul pagamento del debito sovrano, l’11 settembre, bypassando il sistema bancario degli Stati Uniti e iniziando a ripagare i propri debiti localmente o in Francia, il giudice Griesa l’ha dichiarato illegale. Dopo che Griesa ha minacciato l’Argentina di oltraggio alla corte, l’ambasciatrice argentina Cecilia Nahon ha inviato al segretario di Stato USA John Kerry una lettera di avvertimento, secondo cui Washington sarebbe stata ritenuta responsabile da Buenos Aires delle conseguenze delle sentenze della corte degli Stati Uniti. I fondi avvoltoio vengono utilizzati per ricattare Buenos Aires, come strumento di pressione degli Stati Uniti. Ciò fu accennato da Kirchner mentre parlava alle Nazioni Unite. Non c’è da stupirsi che la Kirchner alludesse a Washington come sostenitore del terrorismo economico. Più tardi Cristina Kirchner ha parlato in modo più diretto. “Non sono ingenua, non è la mossa isolata di un vecchio giudice di New York“, Kirchner ha anche dichiarato pubblicamente il fiasco. Secondo Kirchner, tali hedge fund “sembrano delle aquile imperiali” che eseguono gli ordini di Washington. I leader mondiali s’incontrano riguardo tale terrorismo e ricatto economico. Perciò il presidente boliviano Evo Morales s’è riferito alle sanzioni degli Stati Uniti contro la Federazione russa come atto di terrorismo economico. E’ chiaro che un intricato gioco si svolge. Lo contesa dell’Argentina con i fondi avvoltoio è utilizzata per fare pressione su Buenos Aires. Comunque gli avvoltoi si comportano come “aquile dell’impero”.
Economic-Terrorism-Vulture-Funds-US-Policy-5Mahdi Darius Nazemroaya è sociologo, pluripremiato autore e analista geopolitico.
Copyright © 2014 Global Research
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

giovedì 30 ottobre 2014

Perchè diffidare delle soluzioni degli economisti

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 L'ostacolo di fronte al quale tutti i monetaristi si sono trovati si basa sull'errore iniziale di non aver definito la moneta come fattispecie giuridica e lo stesso diritto come strumento, come espressione, cioè, di un valore proprio, diverso da quello del bene oggetto del diritto.
Su questo equivoco iniziale si è preteso di giustificare il valore monetario sulla base della riserva, confondendo e spacciando sotto la parvenza di valore creditizio il valore indotto;ossia configurando la moneta stessa, non come misura del valore (e quindi valore della misura, quale è), ma come titolo di credito rappresentativo della riserva.
E’ gran tempo ormai che si esca definitivamente dall'equivoco di spacciare sotto la parvenza di valore creditizio il valore monetario. Per comprendere le differenze fondamentali tra moneta e credito basta muovere dalle seguenti considerazioni:
1) il credito si estingue col pagamento, la moneta continua a circolare dopo ogni transazione, perchè, come ogni unità di misura, è un bene ad utilità ripetuta;
2) nel credito, come in ogni fattispecie giuridica, prima si vuole il precetto normativo e poi lo si manifesta; nella moneta, prima si crea la manifestazione formale, cioè i simboli monetari e poi le si attribuisce il valore all'atto dell'emissione. Chi crea il valore della moneta non è infatti chi la emette, ma chi l'accetta. Come nell'induzione fisica nasce l'energia elettrica con la rotazione degli elettrodi, così  nell'induzione giuridica nasce il valore monetario all'atto dell'emissione, cioè quando inizia la fase dinamica della circolazione della moneta;
3) il valore del credito è causato dalla promessa del debitore, come avviene nella cambiale in cui l'emittente è il debitore. Il valore della moneta è causato dall'accettazione del primo prenditore perchè egli sa, come membro della collettività nazionale,che gli sarà accettata da tutti i partecipi della convenzione monetaria, cioè dalla collettività che crea appunto per questo il valore indotto della moneta;
4) il valore del credito è sottoposto al rischio dell'inadempimento. Il valore monetario è attuale e certo perchè, per l'induzione giuridica, la moneta, pur essendo un bene immateriale, è un bene reale oggetto di diritto di proprietà. Poichè il valore del titolo di credito è causato dalla promessa del debitore, sottoscrivendo il titolo monetario sotto la parvenza di una falsa cambiale, il Governatore della Banca centrale induce la collettività nel falso convincimento che sia lui stesso a creare il valore monetario. In tal modo la Banca centrale, non solo espropria ed indebita la collettività nazionale del suo denaro, ma pone le premesse,come vedremo, per usurpare, tramite la sovranità monetaria, la stessa sovranità politica.
Nella relazione al disegno di legge sul conto intrattenuto dal Tesoro presso la Banca d'Italia varata dal Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 1993 (atto Senato n. 1089 dell'XI legislatura), è contenuta una preziosa dichiarazione, rara per la sua brevità e per il suo contenuto di verità scandalosa.
«La ratio di queste disposizioni» ( recita la relazione ) «è evidente: garantire la piena indipendenza delle Banche centrali e della Banca centrale europea nella gestione della politica monetaria... In conseguenza non si consente agli esecutivi degli Stati firmatari del trattato di esercitare signoraggio in senso stretto: ovvero di appropriarsi di risorse attraverso l'emissione di quella forma di debito inesigibile che è la moneta inconvertibile a corso legale».
Dunque:
1) esistono delle risorse che non sono di chi se ne appropria, altrimenti sarebbe impossibile
appropriarsene;
2) normalmente non dovrebbe essere consentito a nessuno di «appropriarsi» di risorse altrui e non solamente agli «esecutivi degli Stati firmatari del trattato», mentre invece ciò deve essere consentito solamente alle Banche centrali ed alla Banca centrale europea (che avrebbero così per legge la «licenza di rubare»);
3) l'oggetto del furto dovrebbe consistere in un «debito inesigibile», ossia nelle «false cambiali» delle banconote («lire mille pagabili a vista al portatore». f.to il Governatore della Banca d'Italia) che, come tali, non dovrebbero avere alcun valore. Il valore di un debito è infatti causato dalla sua esigibilità. Ed altro è dire che è inesigibile perché il debitore non «può» pagare, altro è dire (come nel nostro caso ) che è inesigibile perché il debitore (cioe la Banca centrale) ha per legge la garanzia di non pagare. Se fosse vera questa tesi, siccome il debito inesigibile è uno strumento inutile, le Banche centrali non ruberebbero nulla.
Ma se questa tesi fosse vera, per noi dovrebbe essere indifferente avere denaro in tasca o non averlo. Quando poi si conclude con definire il «debito inesigibile» come «moneta inconvertibile» di «corso legale», si esclude che possa essere «debito». La moneta infatti, come bene reale, può essere oggetto di debito (e di credito), non «debito» essa stessa.
Una volta dimostrato che la moneta ha valore indotto causato dalla convenzione sociale, approfittando della circostanza che l'emissione della cambiale è prerogativa del debitore,le Banche centrali apparendo come debitori di false cambiali, si sono arrogate il potere di «esercitare signoraggio» per «appropriarsi di risorse» monetarie, ossia del valore indotto creato dalle collettività nazionali con il risultato di espropriare ed indebitare le collettività nazionali del loro denaro, senza contropartita. E’ questa la «grande usura» intuita da Pound.
Per dare ordine a questo sistema monetario, assurdamente ingiusto ed antisociale, si impone la necessità di colmare, mediante interpretazione autentica, la grave lacuna legislativa denunciata, definendo proprietaria della moneta la collettività dei cittadini. Va con l'occasione messo in rilievo che la legge proposta non tocca minimamente l'autonomia della Banca centrale, perchè è fin troppo evidente che l'autonomia attiene alle competenze funzionali ed al patrimonio costituito dagli edifici e dalle strutture aziendali dell'Istituto; ma la proprietà della moneta è del tutto estranea: per quanto sopra dimostrato essa è dei cittadini e non della Banca Centrale

Giacinto Auriti - 1995
Fonte: http://www.giacintoauriti.eu/notizie/78-perch%C3%A8-diffidare-delle-soluzioni-degli-economisti.html

lunedì 27 ottobre 2014

Conferenza di Montegranaro sulla proprietà monetaria (anche in Streaming)

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 Il 9 novembre 2014 si terrà a Montegranaro, in provincia di Fermo, la conferenza dal titolo "Perché siamo qui?" in cui interverranno alcuni relatori per parlare di proprietà monetaria, creazione del denaro e del debito, finanza ombra, monete complementari e altre soluzioni non monetarie, e infine la teoria del valore indotto e della proprietà della moneta di Giacinto Auriti.

 Il pubblico sara composto da inprenditori, autorita locali, sindacati ed altri soggetti interessati, per un totale di 350 persone.
 Per chi non potesse partecipare fisicamente l'evento sara trasmesso in diretta streaming sul canale di Salvo Mandará all'indirizzo: http://www.salvomandara.it/blog/salvo5-0live/

 Interverranno: Daniele Pace, scrittore e ricercatore indipendente come rappresentante della Scuola di Studi Giuridici e Monetari Giacinto Auriti ccon un intervento dal titolo Cosa è il denaro e cosa è il debito. (Libri di Daniele Pace)

  Dott. Salvatore Tamburro, economista e consulente finanziario con un intervento dal titolo Dalla finanza all'economia reale. (Libri di Salvatore Tamburro)

  Dott. Fabiuccio Maggiore, economista con Monete Complementari ed Economia Locale

 Cosimo Massaro, scrittore con Comprendere cosa è la moneta per consapevolizzare il valore della vita. (Libri di Cosimo Massaro)

  Dott. Domenico Leva, dirigente INPS con Cassa integrazione, da ammortizzatore sociale passivo a investimento sociale salva lavoro

  Dott. Paolo Tanga, ex direttore di Banca d'Italia

 Il convegno si terrà alla sala conferenze del ristorante Villa Bianca, contrada S. Leandra 355, provincia di Fermo, a partire dalle ore 16 qui il promo: