mercoledì 2 luglio 2014
Dibattito di approfondimento con Daniele Pace su No-Euro: teorie a confronto!
Martedì 17 giugno, 19,30, Londra
L'interessantissima puntata di Salvo 5.0 NO-Euro: teorie a confronto! Borghi, Di Sabatino, Fusaro e Pace ci ha fatto venire la voglia di approfondire l'argomento con lo stesso Daniele Pace, che abita e lavora qui a Londra.
Per chi volesse vedere integralmente la puntata, qui il link:
http://m.youtube.com/watch?v=8Ie1m7CDYc0
Salvo Mandara' chiede agli ospiti:
1- In che disastro si trova l'Italia e come se ne esce? E' l'Euro il problema? Questa e' la domanda a cui gli ospiti rispondono nella prima parte del programma.
2-Opinione sul debito ed interessi sul debito: questa e' a domanda che tiene banco nella seconda parte.
Continueremo il dibattito della puntata con Daniele Pace che risponderà alle nostre domande.
A chi non avesse avuto l'occasione di partecipare alla proiezione del 15 giugno, consigliamo di guardare a casa la puntata dal link sopraindicato.
Vi aspettiamo numerosi!
Organizzazione Meet Up M5S Quelli di Londra - Amici di Beppe Grillo London Meetup
http://www.meetup.com/london1/events/182213072/
Martedi 17 giugno, 19 e 30
lunedì 23 giugno 2014
Riserva di Valore e circolazione
Questo capitolo del libro di Daniele Pace, La Moneta dell'Utopia, è dedicato alla Riserva di Valore e alla Circolazione monetaria alla luce della scoperta Auritiana del Valore Indotto, e quindi al comportamento che la moneta nella realtà economica come fattispecie giuridica, non schematizzabile in formule che ne vogliano limitare la quantità come la disciplina monetaria del sistema bancario vorrebbe imporre dogmaticamente.
Di Daniele Pace
Di Daniele Pace
Riserva di Valore e circolazione
Come
visto nel capitolo riguardante l'inflazione [1],
attualmente molti economisti, anche siti di alcune banche, vorrebbero
far credere che l'indipendenza del settore bancario e la sua politica
monetaria siano di estrema importanza per il controllo
dell'inflazione, pretesa assurda per tutti i motivi delineatisi nel
capitolo dedicato. Ma questo porta anche ad una riconsiderazione
importante, di quelle che sono le funzioni della moneta come Riserva
di Valore
e come mezzo di scambio, manifestato con la Circolazione,
al di là della proprietà indiscutibilmente da attribuire al
cittadino, e che
poi regolano la manifestazione sociale della fattispecie giuridica.
Ha ragione
chi afferma che l'economia non sia una scienza, in quanto pretende di
ridurre in numeri quelli che sono i comportamenti sociali nelle sue
interazioni economiche. E ha ragione chi chiama economia il lavoro
del fornaio, o dell'operaio, senza i quali non ci sarebbe produzione
e quindi la stessa interazione economica, relegando gli economisti e
le banche a puri speculatori finanziari che traggono la loro
carriera, nei primi, ed energia per il controllo sociale nelle
seconde, dal lavoro delle nazioni.
Definendo
la fattispecie giuridica del denaro, e la sua proprietà al
cittadino, Auriti ha posto le basi per nuove considerazioni su quelli
che sono i legami tra comportamenti sociali e moneta, ed è
in questa nuova ottica che vanno riviste anche la Riserva
di Valore
e la Circolazione,
essendo esse dettate non da puri numeri contabili, ma dalla
convenzione sociale e dalla psiche individuale nella giusta
attribuzione del valore della moneta.
La
banca centrale stessa pone l'utilizzo degli aggregati monetari come
capacità di anticipare, ovvero prevedere l'andamento dei prezzi,
includendo anche le Riserve di Valore, in particolare utilizzando
l'aggregato M3. Quale sia il sistema utilizzato, posto già il
discorso inflazione, debito e interessi [1]
come depauperizzante, ed eliminato il sistema bancario con un sistema
auto-emesso, rimane ancora da ridefinire sia la Riserva di Valore che
la Circolazione attraverso la vera natura e funzione della moneta,
l'attribuzione individuale e le convenzioni sociali che ne
determinano proprietà e valore.
Con
la moneta giuridica le considerazioni non sono più economiche, ma
sociali, e i valori non sono più numerici, ma multidisciplinari. Nel
campo del comportamento umano va quindi vista la moneta, anche come
riserva di valore e come circolazione.
Queste
divengono, come la misura del valore, espressione del comportamento
individuale e sociale e cambiano dunque di significato. La
conseguenza non sarà una diminuzione del valore del denaro, ma una
sua ridefinizione nell'utilizzo e nell'importanza in seno alla
società e nel suo rapporto con la percezione della ricchezza.
Le
stesse banche centrali affermano, in un discorso più che logico, che
la circolazione sostiene il valore della moneta, essendo questa il
mezzo di scambio, senza la sua circolazione non vi è scambio e
quindi valore. Al contempo considera stranamente le riserve di valore
negli aggregati monetari, nonostante essi non circolino e quindi non
dovrebbero aver valore.
Ma
applicando Auriti, come accade per la definizione di proprietà e di
induzione giuridica, tutto si chiarisce, in quanto la moneta viene
svelata nella sua reale natura e funzione.
“Nella
convenzione monetaria il succedersi delle fasi della circolazione
della moneta nelle mani proprie ed altrui determina analogamente
l'alternanza del “Io” col “non Io”, del mio col tuo, che
genera, per induzione giuridica, valore monetario....Nasce il valore
monetario all'atto dell'emissione nelle mani dell'accettante perché
ne prevede la ulteriore cessione e circolazione nell'indotto
giuridico.”[2]
Con
Auriti il valore nasce al momento dell'accettazione da parte
dell'individuo che interagisce nella società, perché ne prevede
l'utilizzo.
È
poi
dalla
sua ulteriore cessione (come
mezzo di scambio)
nella società nasce l'indotto nella circolazione.
Ma
è
un succedersi di fasi che determina l'alternanza del ”Io” con il
“non Io”, che quindi prevede anche l'interazione alternata con
gli altri individui. Alternata, non continuata.
Ovvero
essendo la convenzione sociale un'interazione tra individui, nello
scambio dei beni questa non è continuativa, ma alternata, si
realizza solo ed esclusivamente nel momento preciso dello scambio,
interrompendosi alla sua conclusione. Il valore nasce
dall'accettazione individuale ma solo nell'interazione sociale tra
due individui, realizzata nello scambio trova la convenzione sociale,
il suo riconoscimento per la società. Quando lo scambio termina,
termina anche l'interazione sociale e cessa anche il valore
riconosciuto da entrambi nello scambio. Il valore resta puramente
individuale nella previsione di utilizzarlo in futuro, ma sempre
nello scambio e quindi nell'interazione con altri individui, la cui
durata è quella della cessione di un bene in cambio della proprietà
monetaria. È solo in questo breve arco di tempo che si manifesta il
valore sociale del denaro, che al di fuori dello scambio è puramente
individuale in quanto non interagisce con la società. La
circolazione è quindi alternata e manifesta solo al momento dello
scambio in forma di convenzione sociale del valore.
I
depositi, Riserva
di Valore,
non circolando non hanno valore sociale, e nella circolazione il
valore sociale della convenzione viene assunto al momento del
pagamento e si interrompe nel momento stesso in cui questo è
cessato, anche con il deposito nella cassa di un esercizio
commerciale.
Il
denaro torna ad essere previsione individuale senza interazione
sociale, un simbolo che si riattiva nel momento in cui viene
nuovamente accettato in pagamento da un altro cittadino che realizza
cosi la previsione temporale individuale che dà valore sociale al
simbolo e all'induzione giuridica.
La
circolazione e il valore sociale divengono in questo modo
intermittenti, mai costanti, tranne che nel lavoro [3],
mentre costante resta il valore individuale della previsione e la
forma spaziale che acquista e perde valore continuamente.
“Poiché
il tempo, come diceva Kant, è l'Io che si pone come realtà in
quanto capacità in atto di constatare, prevedere e ricordare - e
l'io presente nella sua continuità vitale è la costante del tempo -
ci si spiega perché, non essendo concepibile tempo senza vita ossia
“valore senza vita”, non esiste ricchezza in un mondo di morti.”
[4]
Quando
Auriti menzionava Kant in relazione alla proprietà della moneta, non
solo distingueva il simbolo dal valore, ma anche il valore
individuale da quello sociale. L'Io che si pone come realtà in
quanto capace di constatare l'utilizzo e quindi la realizzazione
dell'interazione sociale, distinto dall'Io presente nella sua
continuità vitale capace di realizzare la previsione individuale
come costante nel tempo. Vi
è quindi nel denaro un valore sociale dell'Io reale constatato nella
convenzione, e un valore individuale dell'Io presente costante e
riconosciuto nella previsione del singolo.
Entrambi
coincidono solo nel momento dello scambio, in quanto il valore
individuale ha comunque bisogno dell'interazione per manifestare la
convenzione sociale. L'Io reale in questo modo realizza nella società
la constatazione, la previsione e il ricordo del valore individuale
costante nel tempo dell'Io presente non interagente con la società.
Possiamo quindi scindere il valore
individuale
che si manifesta nella Riserva
di Valore
e nella previsione
temporale
del suo utilizzo e il valore
sociale
che si realizza nello scambio,
dunque
nel
Valore
Indotto,
nell'interazione
tra individui su cui si basa la società stessa e le leggi che la
regolano.
Solo
nel momento dello scambio il valore da individuale (previsione
temporale costante) diviene sociale (induzione monetaria constatata).
Il denaro depositato in banca o nel portafogli ha quindi valore
sociale nullo in quanto non ha nessun rapporto con la società ed
esiste solo come valore individuale nella previsione del suo
utilizzo. Per la società acquista valore solo nell'interazione
tipica tra individui, scambio di beni e lavoro, e la sua durata
determina il momento riconosciuto come comune.
La
Riserva
di Valore è
quindi inattiva per la società in quanto il denaro come strumento
sociale esiste solo nella collettività nel solo momento
dell'interazione tra individui. La Riserva
di Valore premette
solo che l'individuo abbia la previsione personale dell'utilizzo
dello strumento sociale, ma non può avere valore per la società in
quanto essa non può avere la previsione dell'individuo nel momento,
e nemmeno nel suo effettivo utilizzo come strumento sociale, non
potendone prevedere e quantificare i comportamenti che produrranno la
circolazione della moneta.
La
banca centrale infatti pone gli aggregati monetari alla base di una
previsione sui comportamenti sociali ed individuali ma questo non
fornisce nessuna garanzia che questi rispetteranno le previsioni e
gli andamenti stabiliti. Per questo la scuola di Cambridge cambiò
le variabili nell'equivalenza di Fisher, non potendo prevedere
circolazione e transazioni in quanto indipendenti da fattori
statistici, ma anche in questo modo realizzava la stessa pretesa
cadendo di nuovo nell'errore di poter constatare il valore
previsionale dell'Io presente.
Allo
stesso modo la società non può sapere a quanto ammonta la Riserva
di Valore individuale, ne se come, quanto e in quale quantità questa
sarà trasformata dall'individuo in strumento sociale convenzionale,
non potendo constatare L'Io presente se non nello scambio.
Questa
deve essere considerata nulla finché non realizza la sua funzione,
ovvero quella di misura e mezzo di scambio, rimanendo inattiva, con
valore solo previsionale.
Ridefinendo
la moneta come fattispecie giuridica quindi si ridefiniscono
Circolazione e Riserva di valore nel contesto sociale. La
Circolazione diventa intermittente, manifestazione momentanea della
coincidenza tra valore individuale e valore sociale, e per questo non
entra nei calcoli matematici se non in forma empirica. La Riserva di
Valore diventa individuale, e ha valore solo nell'Io presente ma
manifesta nella circolazione intermittente e alternata, quando
anch'essa coincide con l'Io reale nella constatazione della
fattispecie e dell'indotto giuridico.
La
fattispecie giuridica auritiana di conseguenza accosta la moneta alla
nuova società odierna dell'abbondanza, ove i mercati saturi
soddisfano tutte le esigenze materiali.
La
moneta sociale liberata dall'intromissione bancaria, che oggi la
rende scarsa e mal distribuita, diviene abbondante, di valore
convenzionale, per essere utilizzata nella nuova forma etica che una
società civile impone, con concetti diversi di produzione e lavoro.
[3]
[1]
SECONDO LIBRO, Inflazione, pag. 254
[2]
Il paese dell'utopia, Giacinto Auriti, PDF gratuito, pag 12
(http://www.signoraggio.com/auriti/ilpaesedellutopia_auriti.pdf
)
[3]
Lavoro e società: cambio di paradigma, pag 406
[4]
Il
paese dell'utopia, Giacinto Auriti, PDF gratuito, pag 10
(http://www.signoraggio.com/auriti/ilpaesedellutopia_auriti.pdf
)
Capitolo tratto dal libro di Daniele Pace La Moneta dell'Utopia, pag 472
lunedì 9 giugno 2014
E’ SEMPLICE: O NOI CAMBIAMO IL SISTEMA O IL SISTEMA CAMBIERA’ NOI
DI GEORGE MONBIOT
«Il filo conduttore di tutto questo è l’espansione dei combustibili fossili. Le nostre ideologie sono meri cavilli.»
E’ il grande Tabù della nostra Era e la nostra incapacità di mantenere una crescita perpetua prova che l’umanità si sta disfacendo da sola.
Immaginiamo che nel 3030 a.C tutte le ricchezze del popolo egiziano potessero entrare in un metro cubo. Supponiamo adesso che questa ricchezza sia cresciuta del 4,5% all’anno. Quanto sarebbe diventata grande al tempo della battaglia di Azio nel 30 a.C.? Questo è un calcolo fatto dal banchiere Jeremy Grantham.
Avanti, provate a indovinare.
Dieci volte il volume delle piramidi? Tutta la sabbia del Sahara? L’Oceano Atlantico? Il volume di tutto il pianeta? Qualcosa di più? Avremmo avuto bisogno di 2.5 miliardi di miliardi di sistemi solari. Una volta compreso il significato e le proporzioni di questa conclusione, non dovreste metterci molto ad arrivare alla paradossica posizione che l’unica salvezza sta nel crollo del sistema. (1)
Per continuare a far funzionare il sistema attuale dovremmo distruggerci da soli, ma se il sistema non funziona sarà il sistema stesso a distruggerci. Questa è la spirale che abbiamo creato. Lasciamo stare – anche se non possiamo ignorarli – il cambiamento climatico, il crollo della biodiversità, l’esaurimento di acqua, suolo, minerali, petrolio : anche se, per miracolo, tutti questi problemi dovessero svanire, la matematica, la semplice regola della crescita composta rende comunque impossibile la continuità del sistema.
L’attuale crescita economica è un artefatto dell’uso dei combustibili fossili. Prima che si cominciassero ad estrarre grandi quantità di carbone, ogni aumento della produzione industriale coincideva con una flessione della produzione agricola, come avvenne quando il carbone e la forza motore necessari per far espandere l’industria, ridussero la quantità di terreno disponibile per la coltivazione di cibo. Ogni rivoluzione industriale ha causato il crollo della situazione precedente, perché la stessa crescita non poteva essere più sostenuta. Ma il carbone ha rotto questo ciclo e ha reso possibile – per qualche centinaio di anni – quel fenomeno che oggi chiamiamo della crescita sostenibile.
Non è stato né il capitalismo né il comunismo che hanno reso possibili il progresso e le sue patologie (la guerra totale, la concentrazione senza precedenti della ricchezza globale, la distruzione del pianeta) dell’età moderna. E’ stato il carbone, seguito dal petrolio e dal gas. La meta-tendenza, il filo conduttore è stata l’espansione (dell’economia) alimentata dal carbone e le nostre ideologie sono state solo dei semplici ostacoli, insignificanti anche se fastidiosi. Ora, mentre stanno esaurendosi le riserve accessibili, dobbiamo saccheggiare gli angoli più nascosti del pianeta pur di sostenere la nostra proposta impraticabile.
Per continuare a far funzionare il sistema attuale dovremmo distruggerci da soli, ma se il sistema non funziona sarà il sistema stesso a distruggerci. Questa è la spirale che abbiamo creato. Lasciamo stare – anche se non possiamo ignorarli – il cambiamento climatico, il crollo della biodiversità, l’esaurimento di acqua, suolo, minerali, petrolio : anche se, per miracolo, tutti questi problemi dovessero svanire, la matematica, la semplice regola della crescita composta rende comunque impossibile la continuità del sistema.
L’attuale crescita economica è un artefatto dell’uso dei combustibili fossili. Prima che si cominciassero ad estrarre grandi quantità di carbone, ogni aumento della produzione industriale coincideva con una flessione della produzione agricola, come avvenne quando il carbone e la forza motore necessari per far espandere l’industria, ridussero la quantità di terreno disponibile per la coltivazione di cibo. Ogni rivoluzione industriale ha causato il crollo della situazione precedente, perché la stessa crescita non poteva essere più sostenuta. Ma il carbone ha rotto questo ciclo e ha reso possibile – per qualche centinaio di anni – quel fenomeno che oggi chiamiamo della crescita sostenibile.
Non è stato né il capitalismo né il comunismo che hanno reso possibili il progresso e le sue patologie (la guerra totale, la concentrazione senza precedenti della ricchezza globale, la distruzione del pianeta) dell’età moderna. E’ stato il carbone, seguito dal petrolio e dal gas. La meta-tendenza, il filo conduttore è stata l’espansione (dell’economia) alimentata dal carbone e le nostre ideologie sono state solo dei semplici ostacoli, insignificanti anche se fastidiosi. Ora, mentre stanno esaurendosi le riserve accessibili, dobbiamo saccheggiare gli angoli più nascosti del pianeta pur di sostenere la nostra proposta impraticabile.
Venerdì scorso, pochi giorni dopo che gli scienziati avevano annunciato che il crollo della calotta Antartica occidentale è ormai inevitabile, il governo Ecuadoriano ha deciso di permettere la trivellazione del Parco Nazionale Yasuni per estrarre il petrolio.Prima però aveva fatto un’offerta agli altri governi: se l’Ecuador avesse ricevuto la metà del valore del petrolio che si trova sotto quella parte di Parco, non avrebbe autorizzato gli scavi nel terreno. Qualcuno potrebbe vedere questo modo di agire come un ricatto o come un commercio equo e solidale.
L’Ecuador è un paese povero, i suoi giacimenti di petrolio invece sono ricchi e allora perché, il governo ha sostenuto, si dovrebbero lasciare intatti i suoi giacimenti senza nessun compenso, mentre tutti gli altri paesi perforano il loro suolo fino al cerchio più profondo dell’inferno? L’ Ecuador ha chiesto $ 3,6 miliardi e ha ricevuto $ 13 milioni.
Il risultato è che Petroamazonas, una compagnia con un medagliere pieno di record di distruzione e rovina ora potrà entrare in uno dei luoghi dove esiste la maggior concentrazione di biodiversità del pianeta, dove si dice che un ettaro di foresta pluviale contenga più specie di quante ne esistano nell’intero continente Nord Americano.
Yasuni national park. Murray Cooper/Minden Pictures/Corbis
La compagnia petrolifera inglese Soco spera di riuscire a penetrare nel Virunga, il più antico Parco Nazionale Africano, nella Repubblica Democratica del Congo; una delle ultime roccaforti dei gorilla di montagna e degli okapi, degli scimpanzé e degli elefanti delle foreste. In Gran Bretagna, dove è stato appena identificato un probabile giacimeto di 4.4 miliardi di barili di petrolio di scisma (shale oil) nel sud-est, il governo fantastica di trasformare una verdeggiante periferia in un nuovo delta del Niger. A tal fine sta cambiando le leggi anti-dispersione per consentire la perforazione del terreno senza nessun consenso ma offrendo ricche tangenti alla popolazione del posto. Lo sfruttamento di queste nuove riserve non risolverà comunque niente. Non metteranno fine alla nostra fame di risorse, la esarbeceranno solamente.
La traiettoria della crescita composta (scalare) mostra che l’isterilimento del pianeta è appena iniziato. Quando il volume dell’economia globale si espande, in tutto il mondo qualsiasi cosa contenga materiale concentrato, insolito, prezioso, sarà scoperta e sfruttata, le sue risorse saranno estratte e disperse, e le meraviglie del mondo, le più diverse e le più disparate saranno ridotte alla stessa barba noiosa.
La traiettoria della crescita composta (scalare) mostra che l’isterilimento del pianeta è appena iniziato. Quando il volume dell’economia globale si espande, in tutto il mondo qualsiasi cosa contenga materiale concentrato, insolito, prezioso, sarà scoperta e sfruttata, le sue risorse saranno estratte e disperse, e le meraviglie del mondo, le più diverse e le più disparate saranno ridotte alla stessa barba noiosa.
Qualcuno ha provato a risolvere questa equazione impossibile con il mito della dematerializzazione: “I processi stanno diventando più efficienti e i gadget che usiamo sono sempre più miniaturizzati e, nel complesso, si producono con meno materiali.”Non c’è nessun segnale che questo stia accadendo veramente. La produzione di minerale di ferro è aumentata del 180% in 10 anni. I dati commerciali delle Forest Industries dice che “il consumo di carta globale è ad un livello record e continuerà a crescere”. Se, nell’era digitale, non riusciamo nemmeno a ridurre il consumo di carta,che speranza possiamo avere per le altre materie prime?
Guardiamo come vivono i super-ricchi, quelli che battono il ritmo del consumo globale. I loro yacht hanno cominciato a diventare più piccoli? Le loro case? Le opere d’arte? L’acquisto di legni rari, di pesci rari, di pietre rare? Tutti quelli che hanno i mezzi per comprare delle case sempre più grandi, dove possono accumulare scorte di roba che aumenta sempre, non vivranno abbastanza a lungo da poterle usare. Mentre sembra che nessuno se ne accorga, una superficie sempre più grande del pianeta viene utilizzata per le estrazioni di materiali che servono a produrre delle cose che non servono a nessuno. Forse è sorprendente che le nostre fantasie di colonizzare lo spazio – che ci fanno capire che potremmo esportare i problemi invece di risolverli – stanno riemergendo.
Guardiamo come vivono i super-ricchi, quelli che battono il ritmo del consumo globale. I loro yacht hanno cominciato a diventare più piccoli? Le loro case? Le opere d’arte? L’acquisto di legni rari, di pesci rari, di pietre rare? Tutti quelli che hanno i mezzi per comprare delle case sempre più grandi, dove possono accumulare scorte di roba che aumenta sempre, non vivranno abbastanza a lungo da poterle usare. Mentre sembra che nessuno se ne accorga, una superficie sempre più grande del pianeta viene utilizzata per le estrazioni di materiali che servono a produrre delle cose che non servono a nessuno. Forse è sorprendente che le nostre fantasie di colonizzare lo spazio – che ci fanno capire che potremmo esportare i problemi invece di risolverli – stanno riemergendo.
Come puntualizza il filosofo Michael Rowan, l’inevitabilità della crescita scalare significa che, se la crescita globale prevista lo scorso anno per il 2014 (3.1%) fosse sostenibile, anche se miracolosamente riducessimo il consumo di materie prime del 90%, ritarderemmo l’inevitabile di solo 75 anni. L’efficentamento non serve a nulla se la crescita deve continuare.
Il fallimento inevitabile di una società basata sulla crescita e sulla distruzione dei sistemi viventi della Terra sono i fatti che opprimono la nostra esistenza. Come risultato, non se ne parla quasi mai. Sono questi i grandi tabù del 21° secolo, se parliamo di questi argomenti amici e vicini di casa smettono di frequentarci. Viviamo come se fossimo intrappolati tra le pagine di una rivista patinata della Domenica: martellati da personaggi famosi, dalla moda e dalle tre solite “ERRE” che si usano nella conversazione borghese: ricette, ristrutturazione e resort. IL NULLA, ma sono argomenti che attraggono la nostra attenzione.
Quando certe affermazioni sono tanto ovvie, da essere persino dolorose, e il risultato di elementari calcoli aritmetici vengono considerati dalla maggioranza delle persone come delle seccature esotiche e provocatorie, mentre il modo incosciente in cui viviamo sembra tanto accettabile, sano e normale da non voler nemmeno perdere tempo per parlare di qualcosa di insignificante e indegno della minima attenzione …. ebbene proprio da questo atteggiamento “normale” possiamo comprendere e misurare la profondità di questo problema: dalla nostra incapacità persino di parlarne.
Quando certe affermazioni sono tanto ovvie, da essere persino dolorose, e il risultato di elementari calcoli aritmetici vengono considerati dalla maggioranza delle persone come delle seccature esotiche e provocatorie, mentre il modo incosciente in cui viviamo sembra tanto accettabile, sano e normale da non voler nemmeno perdere tempo per parlare di qualcosa di insignificante e indegno della minima attenzione …. ebbene proprio da questo atteggiamento “normale” possiamo comprendere e misurare la profondità di questo problema: dalla nostra incapacità persino di parlarne.
George Monbiot
Fonte : http://www.theguardian.com
Twitter: @georgemonbiot. A fully referenced version of this article can be found at Monbiot.com
NOTA della Redazione:
- Il risultato di 1 m/cubo che aumenta del 4,5% per 3000 anni è questo: 2.232.910.629.992.560.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000
Dopo 50 anni UNA UNITA’ è aumentata di 9 volte, dopo 100 anni di 82 volte e dopo 200 anni di 6.657 volte. Stiamo parlando della stessa regola aritmetica in base alla quali il Debito Pubblico non potrà mai ridursi.
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.
mercoledì 4 giugno 2014
martedì 3 giugno 2014
Daniele Pace: la moneta per gli studenti (video)
Relazione sulla moneta e sul debito agli studenti romani dell'Amerigo Vespucci. Daniele Pace spiega la creazione monetaria e del debito ed introduce agli studenti il concetto di valore indotto e proprietà della moneta di Giacinto Auriti.
Relazione del 6 marzo 2014
Relazione del 6 marzo 2014
lunedì 2 giugno 2014
domenica 1 giugno 2014
Daniele Pace a Cerveteri - La Moneta dell'Utopia (video)
Sabato 3 maggio allo Studio Carlo Grechi Via Santa Maria 8 Cerveteri, alle ore 18, Patrizia Bettinelli presenta il libro "La Moneta dell'Utopia - Abolire il sistema bancario con la moneta auto-emessa" di Daniele Pace.
L'autore affronta il tema della crisi economica da un punto di vista relativamente nuovo a chi non si è mai occupato della materia monetaria e dell'origine del debito all'atto della creazione del denaro. Porta anche la sua esperienza sulle proposte di riforma da altri paesi, in particolare dalla Gran Bretagna dove vive.
La presentazione e' dedicata alle cinque parti del libro in cui l'autore dapprima spiega come si è arrivati all'attuale situazione di debito con una ricostruzione storica ed una spiegazione sul sistema di creazione del denaro e del debito per poi analizzare la vera natura e funzione del denaro grazie alla scoperta giuridica del professor Auriti dell'Università di Teramo. Dopo aver analizzato le varie soluzione, il libro introduce la moneta auto-emessa di Paul Grignon base per l'ultima parte, la visione/proposta della Moneta dell'Utopia, auto-emessa e di proprietà del portatore, una moneta senza nessun controllo centrale ma con 7 miliardi di emettitori unici gestori del denaro da loro stessi creato senza debito e senza interessi, proponendo anche le soluzioni più adatte per sopperire ai servizi erogati oggi a debito dal sistema bancario.
Per chi fosse interessato al libro potrà acquistare una copia direttamente il giorno della conferenza oppure visitando la pagina http://danielepaceblog.blogspot.it/p/i-miei-libri.html al prezzo di 20 euro spedizione inclusa.
Per la copia PDF invece la disponibilità è al link: http://www.lulu.com/shop/daniele-pace/la-moneta-dellutopia/ebook/product-21400204.html;jsessionid=D74C6E0B22EBF66EF84189C8D31390A3
L'autore affronta il tema della crisi economica da un punto di vista relativamente nuovo a chi non si è mai occupato della materia monetaria e dell'origine del debito all'atto della creazione del denaro. Porta anche la sua esperienza sulle proposte di riforma da altri paesi, in particolare dalla Gran Bretagna dove vive.
La presentazione e' dedicata alle cinque parti del libro in cui l'autore dapprima spiega come si è arrivati all'attuale situazione di debito con una ricostruzione storica ed una spiegazione sul sistema di creazione del denaro e del debito per poi analizzare la vera natura e funzione del denaro grazie alla scoperta giuridica del professor Auriti dell'Università di Teramo. Dopo aver analizzato le varie soluzione, il libro introduce la moneta auto-emessa di Paul Grignon base per l'ultima parte, la visione/proposta della Moneta dell'Utopia, auto-emessa e di proprietà del portatore, una moneta senza nessun controllo centrale ma con 7 miliardi di emettitori unici gestori del denaro da loro stessi creato senza debito e senza interessi, proponendo anche le soluzioni più adatte per sopperire ai servizi erogati oggi a debito dal sistema bancario.
Per chi fosse interessato al libro potrà acquistare una copia direttamente il giorno della conferenza oppure visitando la pagina http://danielepaceblog.blogspot.it/p/i-miei-libri.html al prezzo di 20 euro spedizione inclusa.
Per la copia PDF invece la disponibilità è al link: http://www.lulu.com/shop/daniele-pace/la-moneta-dellutopia/ebook/product-21400204.html;jsessionid=D74C6E0B22EBF66EF84189C8D31390A3
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