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lunedì 30 gennaio 2017

Piena solidarieta' a Claudio Messora

Di Daniele Pace
Pur non essendo il mio "informatore" preferito, esprimo piena solidarietà al blogger Claudio Messora (Byoblu) vittima della censura indiretta, attraverso il potere del denaro, del suo blog. L'atto con il quale Messora è stato privato dei proventi pubblicitari da parte di Google, è un chiaro attestato di come questa "democrazia" occidentale odierna, sia solo una copia ben fatta delle vecchie monarchie e dittature europee, dove, in luogo del Ministero della Censura, è sufficiente privare il cittadino delle proprie entrate, per ridurlo al silenzio. Come alcuni sanno, le entrate pubblicitarie che provengono dai click sui banner nei siti, sono il solo finanziamento su cui l'informazione indipendente può contare, a parte qualche rara e sporadica donazione. 

L'attuale "democrazia finanziaria" ha sostanzialmente sostituito il dittatore monarca, con il potere dei soldi, senza i quali nulla è più possibile in un mondo dominato dal denaro, anche per chi fa parte di quel ceto medio-basso (sempre più basso), che non avrebbe certamente bisogno di enormi capitale, ma solo di un "normale" introito, per poter essere indipendente. 
Certamente vi sono altre aziende fornitrici di pubblicità, a cui un blogger può rivolgersi, pur con guadagni più modesti rispetto a quelli di Google Adsense, ma questo non risolve, anzi evidenzia, i problemi che l'informazione indipendente dovrà affrontare in futuro, e sta già affrontando oggi. Nella maggior parte dei casi si tratta di puro "volontariato", in quanto gli introiti pubblicitari sono molto bassi, e probabilmente si continuerebbe a fare informazione, pur in mancanza di queste piccole entrate. La mia lotta non dipende certamente dai 200 euro di fatturato pubblicitario l'anno che si riescono a fare. 

Ma quel che è successo deve essere un monito anche per i cittadini stessi, che seguono l'informazione indipendente. Non devono pensare, questi cittadini, che i blogger possano essere lasciati soli nel combattere un potere enorme, sia dal punto di vista politico che finanziario. 
I segnali, di un futuro sempre più buio, sono eloquenti. Pur non condividendo le linee economiche di Byoblu, che ritengo errate in quanto dettate da economisti "contro" che non riportano i reali meccanismi del sistema monetario, preferisco il mio giudizio personale, e la replica, come fatto in passato ad esempio nell'articolo Diego Fusaro e la cinesizzazione dei sovranisti, al Ministero delle "Fake News". Oggi è capitato ad un blogger, che pur non essendo tra i miei preferiti, ha tutto il diritto di essere giudicato dalla rete e dai suoi lettori, e non da un "centro di comando" autoritario. Domani potrebbe capitare ai miei blogger preferiti, o a me stesso. E i metodi potrebbero essere anche più coercitivi.
Per questo, rilancio anche io, come fatto dal Movimento 5 Stelle attraverso il blog di Beppe Grillo, dall'Antidiplomatico, e da chissà quanti altri blog di cui non sono a conoscenza, l’appello di Claudio Messora:
È inutile prendersi in giro. Il mondo sta cambiando. Dal basso. Dopo il referendum sulla Brexit, il Referendum Costituzionale in Italia e, ciliegina sulla torta, l'elezione di Donald Trump in america, la battaglia politica - che se fosse una partita di calcio potremmo chiamare: "Cittadini - Resto del Mondo" -, ha prodotto dei vincitori e dei vinti. Solo che i vinti non ci stanno. Per queste persone la democrazia è buona solo quando appartiene a loro. Se vincono gli altri allora "c'è un problema". Dopo il successo di Obama nel 2009, la rete veniva salutata come uno strumento di libertà democratiche. Dopo la vittoria di Trump, la rete è stata demonizzata come il luogo delle bufale, le cosiddette "fake news", come se i ballisti si trovassero solo sul web e non fossero un fenomeno trasversale che riguarda tutti, dai grandi media mainstream alle istituzioni, fino a qualunque gruppo di amici. La realtà è che hanno realizzato che se i cittadini, informandosi liberamente in rete, hanno cambiato le sorti di quella che è la più grande democrazia del mondo, i nostri professionisti europei della politica sono finiti. Presto avremo le elezioni in Germania e in Francia (per non parlare delle possibili elezioni in Italia). Basta che oltralpe vinca la Le Pen, o che salti la Merkel a Berlino, e dalla sera alla mattina ci sveglieremo in un mondo diverso, così come è successo a più di 300 milioni di cittadini nordamericani.

Per impedirlo, Hillary Clinton ha aperto le danze, lanciando la crociata della Santa Inquisizione contro la libertà della rete. E il 23 novembre 2016, il Parlamento Europeo ha votato la Risoluzione "Comunicazione strategica dell'Unione europea per contrastare la propaganda contro di essa a opera di terzi", con il voto contrario di M5S Europa, in cui si parla esplicitamente della possibilità di limitare il pluralismo dei media. Facebook ha annunciato che avrebbe creato una task force in ogni paese, per contrassegnare i post che a loro insindacabile giudizio sono da annoverarsi tra le "fake news" e toglierli, nei fatti, dagli schermi degli utenti (e poi accusano chi provocatoriamente parla di Tribunale del Popolo: almeno quello, il "Tribunale", sarebbe del popolo), iniziando guarda caso proprio dalla Germania e affidando tale attività a un'organizzazione che tra i suoi finanziatori conta l'immancabile George SorosGoogle ha quindi annunciato di avere cambiato le regole per il suo servizio "Adsense" (la pubblicazione di banner pubblicitari sui siti web, che seppure spesso modesta ha rappresentato una delle poche fonti di finanziamento dei blog di informazione libera), al fine di disattivare la monetizzazione dei siti web che "ingannano i loro lettori fingendosi testate giornalistiche". La presidente della Camera Laura Boldrini (che dovrebbe essere un organo terzo rispetto al campo di pertinenza della politica, il quale agisce attraverso il dibattito parlamentare e parla attraverso le leggi) ha infine chiesto ai social network di farsi carico di intervenire per "smascherare le fake news". Nessuno aveva il benché minimo dubbio che tutto questo polverone incomprensibile (abbiamo già la polizia postale e la magistratura per perseguire i reati: basta dare i soldi a loro, senza bisogno di istituzionalizzare sedicenti "debunker") avrebbe finito per tagliare le gambe a chi produce informazione libera e indipendente, cioè disallineata e non controllabile attraverso l'erogazione di fondi, l'attribuzione di incarichi o le lusinghe delle poltrone televisive.



Tre giorni fa Scott Spencer, dirigente Google che si occupa proprio della piattaforma Adsense, ha annunciato di avere già rivisto oltre 550 siti web e di avere preso provvedimenti contro 340 di loro, colpevoli di "dare una falsa rappresentazione di se stessi e di ingannare i propri lettori fingendosi testate giornalistiche". Riuscite a capire cosa significa?È la morte della rete per come Gianroberto Casaleggio ce l'aveva fatta amare: il terreno della libertà, dello scambio, dell'approfondimento, della consapevolezza che passa attraverso la condivisione informata e il dibattito pubblico, dove la credibilità e l'autorevolezza sono la sola forma di fiducia che i lettori pretendono da un blogger, opposta alle falsità e alle menzogne che ogni giorno, da testate giornalistiche o televisioni che si fingono imparziali, ingannano - loro sì - un pubblico enorme, mascherando o manipolando la verità.
Ieri, dopo essere tornato da Roma per dibattere insieme a centinaia di giornalisti (ironia della sorte) proprio di "fake news", trovo una email di Google che mi informa di avere disattivato la monetizzazione del mio blog decennale (i banner pubblicitari), con la motivazione che inganno i miei lettori fingendomi una testata giornalistica (una "news organization"). In fondo all'email una scritta raggelante: "Nessun ricorso: questa decisione è da considerarsi irrevocabile". Il link di esempio fornito mostra un mio post dove, in uno spezzone video, un parlamentare della Repubblica discute in aula (durante un intervento "pubblico", pagato con soldi "pubblici", quindi la questione non ha a che fare con nessun copyright) della possibilità di fare un referendum sull'euro. Ho usato un titolo forte? Ho usato un testo di commento che incita all'odio? Niente di tutto questo: ho scritto poche righe, sobrie, talmente sobrie che al confronto il loden di Monti pare un giubbotto da metallaro.

Questo provvedimento, che mina seriamente la capacità di produrre informazione liberafuori dal tempio del giornalismo "autorizzato" aggredendone il modello di sostentamento economico, mostra quali siano gli obiettivi reali della campagna scatenata contro le fake-news: spegnere qualunque voce indipendente che possa restituire al termine "democrazia" un significato autenticamente spendibile, nel tentativo disperato di invertire il corso della storia e mantenere saldamente il controllo nelle mani di chi, politicamente, ha una fottuta paura di perderlo.

Questa è la linea del Piave dell'informazione libera: va tenuta ad ogni costo. Google deve rispondere. Non bisogna arretrare di un centimetro. In gioco non c'è la mia modesta persona (come avrebbe detto Biagi), ma la rete come l'abbiamo conosciuta e amata e che, se lasciamo passare cose come queste, da oggi potrebbe diventare un cimelio da museo.

Ringrazio Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle che dimostrano, nonostante alcune differenze di idee, di avere a cuore la libertà della rete sopra ogni cosa. Devo confessare che è in momenti come questo che Gianroberto mi manca di più, così come credo che manchi ancora adesso a tutti quelli che lo hanno conosciuto. Sono sicuro che mi avrebbe chiamato e, con quella granitica, incrollabile certezza capace come sempre di fugare ogni dubbio, mi avrebbe detto: "Non preoccuparti: hanno già perso. La rete non si ferma: non la ferma più nessuno, neanche loro".

lunedì 27 ottobre 2014

Basta con le bufale, le “forbici” non le manda la Germania ma i poteri forti, quelli veri


di Marco Pizzuti

Basta con le mezze verità della controinformazione televisiva da salotto. Anche se non verrò compreso da chi non conosce gli scopi e i programmi a lungo termine di club elitari come il Bildeberg, la Trilateral Commission etc., non riesco più a “digerire” tutti questi luoghi comuni in silenzio. Alle bufale di chi dovrebbe rappresentare la vera protesta quasi preferisco la sana propaganda ufficiale dei Monti, dei Letta e dei Renzi perchè in un certo senso, è meno subdola. E’ da quando è iniziata la crisi finanziaria infatti che sento il pensiero unico dei contestatori incolpare la nazione tedesca delle misure di austerity imposte contro l’Italia e il sud Europa.
Tutti i “tribuni del popolo” che vedo agitarsi in televisione ripetono fino alla nausea (anche se in buona fede) che la colpa della recessione italiana è della Germania quando non c’è niente di più falso. Al pari di Obama e Renzi (grande sostenitore del TTIP), la Merkel si limita solo ad e eseguire le direttive politiche-economiche dettate dall’agenda di poteri forti che non rappresentano una lobby locale della Germania o dell’America ma l’elite finanziaria internazionale che guida il processo di globalizzazione e che controlla tutti gli stati dal loro interno. Forse nessuno si è accorto che questa crisi somiglia molto a una III guerra mondiale dove i conquistatori depredano gli stati e sottomettono le nazioni utilizzando la formidabile arma del debito pubblico. Nel frattempo però i veri responsabili di questa situazione rimangono invisibili alle masse perchè anche i contestatori di piazza fanno il gioco dei poteri forti continuando a mettere le nazioni una contro l’altra. Nel 2008 ad esempio, agli americani venne detto che dietro lo  scoppio della bolla immobiliare si annidavano gli speculatori europei ma quando la crisi si è fatta sentire anche nel vecchio continente, la parte dei cattivi è toccata ai tedeschi.
La gente ha la memoria corta e ha già dimenticato che paesi come la Grecia, la Spagna, l’Irlanda e il Portogallo non sono stati gettati in miseria dalla Germania ma dall’azione sinergica dei fondi speculativi creati a Wall Street, delle pagelle nere stilate delle agenzie di rating private (Moody’S, Fitch, Standard & Poor), dai mercati e dalla troika, tutti strumenti controllati dall’elite finanziaria globale su cui i parlamenti non hanno nessun reale potere d’intervento. Peraltro, anche la Germania sta entrando in recessione dal momento che tra i maggiori acquirenti dei suoi prodotti industriali (ad es. auto ed elettrodomestici) c’è proprio quel sud Europa che l’austerity sta annientando con l’imposizione fiscale più alta del mondo (le tasse eccessive comportano la contrazione della domanda interna). Dopo che i poteri forti avranno finito di spolpare il sud Europa, toccherà al nord Europa (svendita di tutti i beni pubblici e sottomissione del parlamento ad enti finanziari sovranazionali) perchè quando andremo a fare bene i conti sul debito pubblico dello stato tedesco sommato a quello dei suoi lander, inizierà a tremare anche Berlino. E’ solo questione di tempo….Se capisci che la guerra economico-finanziaria non è tra gli stati ma tra chi sta in alto e chi sta in basso, hai già capito quasi tutto……..il resto è una cortina fumogena del circo mediatico….
Chi sta nel pensiero unico…

e chi sta fuori dal coro…

Link: http://www.altrainformazione.it/wp/2014/10/24/basta-con-le-bufale-le-forbici-non-le-manda-la-germania-ma-i-poteri-forti/#sthash.Ayq0XI6u.dpuf