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martedì 21 luglio 2015

Avanzo primario ed "Euro sovrano"...


Stato italiano spendaccione, inefficiente, sprecone?
Italiani incapaci di correggere le falle della spesa pubblica e di chiudere con bilanci finanziari in ordine?
Sciocchezze.

E' lo stesso sistema economico che ci mette a disposizione almeno uno strumento – e stavolta, apparentemente, logico – per smentire questo luogo comune. Parliamo del cosidetto bilancio primario, ossia il bilancio economico dello stato tra entrate e uscite al netto degli interessi passivi da corrispondere sul debito pubblico, ossia defalcando questa voce dalle uscite.
Ebbene è stato proprio il ministero del tesoro a comunicare pochi mesi fa1che l'Italia si sta confermando da vent'anni tra i paesi più virtuosi al mondo nel chiudere questo bilancio con un avanzo primario. Sostanzialmente, se il bilancio fosse costituito da sole entrate e uscite reali (o quasi), l'Italia lo chiuderebbe largamente in attivo e sarebbe quindi in grado di affrontare una serie di spese produttive di cui il paese ha tanto bisogno e di destinare maggiori risorse alle tutele sociali e alle pensioni.
Stiamo parlando di una somma enorme, intorno al 4/5% del Pil, perché corrisponde proprio il 5% del prodotto interno lordo la somma che normalmente lo Stato italiano deve spendere per il pagamento dei soli interessi sull'incostituzionale2debito pubblico.
E tutto questo mentre altri paesi ritenuti pregiudizialmente più virtuosi sono finiti non di rado in passivo già al momento del bilancio primario.

Evidentemente le strette fiscali e finanziarie che i vari governi italiani hanno imposto al paese da tempo unite agli "incoraggiamenti" in tal senso arrivati dai poteri forti come Unione Europea, Bce e Fmi, hanno ottenuto un qualche pur doloroso risultato.
Il problema dei conti pubblici italiani è che in un secondo momento, dovendo comunque corrispondere gli interessi sui titoli a scadenza, il bilancio va infine in passivo, producendo un deficit che si somma al debito pubblico pregresso e producendo una spirale di passività e indebitamento destinata a ripetersi l'anno successivo.

Il cittadino italiano dovrebbe a questo punto chiedersi perché non sia possibile interrompere questo non-senso economico e monetario. Se i conti agganciati alle entrate e alle spese reali dello Stato, a furia di tagli e inasprimenti fiscali, sono in ordine, perché il nostro paese deve sempre e comunque essere tra i più sofferenti al mondo e additato negativamente dai grandi dell'Eurozona? Perché anche riordinando le voci di bilancio un paese come il nostro deve continuare a perseguire un ulteriore risanamento che non arriva mai rinunciando agli investimenti strutturali e alle politiche sociali fondamentali per un concreto rilancio dell'Italia?

Non vogliamo prendere nemmeno in considerazione le tesi di chi, basandosi su presupposti giuridico-finanziari errati, risponderebbe che si tratta dell'inevitabile sorte di un paese in cui le classi politiche passate, vuoi per prodigalità vuoi per offrire ai nostri nonni un tenore di vita più elevato del dovuto, avrebbero costruito il colossale debito pubblico sul quale si pagano appunto i suddetti e pesantissimi interessi.

Meglio invece focalizzarsi sulla stessa politica monetaria europea che si configura come una politica di moneta acquistata dagli stati ormai direttamente sui mercati, dove i titoli sono ceduti alle banche a mezzo di intermediari specializzati. Questo genera quindi l'indebitamento pubblico e il tasso di interesse che grava sui titoli, per quanto possa essere basso, costituisce un boomerang finanziario destinato a rendere il debito tecnicamente inestinguibile anche alla luce, evidentemente, dei debiti pubblici contratti dai paese europei, e quindi anche dall'Italia, nei decenni precedenti l'avvento dell'euro.
L'unico modo per spezzare questo circolo vizioso, oltre a un ripudio del debito (giuridicamente possibile tramite il principio internazionalmente riconosciuto del "debito detestabile"3) è quello di creare le condizioni affinché una siffatta spirale non si ripeta e quindi la conquista da parte dello stato della sovranità monetaria.

Oggi più che mai è necessario spendere qualche momento per chiarire cosa realmente significhi questa espressione che negli ultimi anni è stata (volutamente???) distorta da alcuni studiosi del tema, da politici opportunisti e maldestri e, ovviamente, dai media che l'hanno citata a sproposito.
La moneta sovrana è quella moneta che all'atto dell'emissione appartiene alla collettività e viene creata e messa in circolazione senza alcuna contropartita di debito pubblico. Non hanno alcun fondamento le critiche di chi vede in questa politica monetaria un pericolo di inflazione perché tale critica, oltre a confondere ingenuamente lo strumento con un suo cattivo utilizzo, dimentica che le crisi monetarie e creditizie dell'ultimo secolo sono state causate dalle modalità di emissione attualmente in vigore (ossia con contropartite di debito) e sono pertanto quest'ultima e il sistema bancario a dover essere messi sotto processo e non la loro correzione.
E' invece bene specificare che la sovranità monetaria non ha nulla a che vedere con il ritorno a una valuta nazionale in quanto la sovranità inerisce le modalità di emissione e non il contesto geografico di validità della moneta. Questa può indistintamente essere sovrana a livello comunale (in caso di moneta locale) o continentale (come moneta sovrana sovranazionale emessa da un insieme di stati). Paradossalmente invece, la vecchia lira, così come ogni altra divisa europea o l'attuale sterlina inglese, non erano e non sono monete sovrane bensì monete emesse a debito.
Possono pertanto essere derubricati al rango di ciarlatani, demagoghi e mentitori approfittatori personaggi del calibro di Matteo SalviniClaudio Borghi Aquilini che vorrebbero spacciare l'uscita dall'euro e il ritorno alla lira sic et simplicitercome una riconquistata sovranità.
Addirittura peggiore è la posizione di elementi come Paolo Barnard e i sostenitori della Modern Money Theory (MMT) i quali non solo denigrano, in base agli stessi frantintendimenti giuridici del sistema, la proposta di una moneta realmente sovrana, ma addirittura si appropriano dell'espressione "sovranità monetaria" per definire tale la loro ricetta. Ricetta che, in estrema sintesi, si riduce a un ritorno alla lira da un lato e dall'altro alla conversione della Banca d'Italia in prestatore di ultima istanza in grado di emettere moneta a volontà ma sempre con debito in contropartita, qualcosa di simile alla situazione italiana precedente il divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro degli anni '80. In pratica, una politica monetaria non sovrana che gattopardescamente cambierebbe tutto senza cambiare niente.

In realtà a fronte dei gemelli della demagogia Salvini e Barnard sarebbe più realistico proporre, riconosciamolo, con una certa dose di provocazione, uno slogan opposto allo sbandierato "No euro", ossia "Euro sovrano". Se infatti l'area in cui la valuta ha corso legale non ha nulla a che vedere col fatto che la valuta stessa sia sovrana o no, risulta molto più in linea con la battaglia sovranista non il ritorno a una divisa nazionale data in pasto ai banchieri ma la nazionalizzazione dell'attuale valuta in circolazione, l'euro appunto.
Mantenere valida questa moneta, con tutte le condizioni di accettazione globale di cui già gode, liberando però gli stati dell'eurozona dal peso degli interessi sul debito pubblico e, in conclusione possiamo dirlo, dello stesso capitale del debito4, permetterebbe una primaliberazione nazionale e continentale da proseguire poi, certamente, con l'eventualedefinizione di politiche monetarie dei singoli stati.

Se ne ricordino bene i fanfaroni della "spesa pubblica incontrollata", dei "conti pubblici in disordine" e del "debito pubblico insostenibile".
Se ne ricordino bene i popolini che pendono dalle loro labbra pensando che siano i messia della moneta e dell'economia.

[1] http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2014/11/18/-tesoroitalia-tra-primi-per-avanzo-primario-da-20-anni-_b978bbb1-1622-4e7e-b8c0-66e6c84c9899.html
[2] L'articolo 3 della Costituzione afferma che la sovranità appartiene al popolo. Il debito pubblico risulta quindi incostituzionale in quanto nasce dalla prassi dello Stato di acquistare valuta da un soggetto esterno (da una banca centrale prima, sul mercato presso le banche private ora) in cambio di titoli di stato ormai detenuti all'86% proprio da banche, assicurazioni e fondi di investimento.
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Debito_odioso
[4] L'86% del debito pubblico italiano, come riportano alla nota 2, è detenuto da soggetti privati che hanno acquistato ciò che non poteva esser costituzionalmente loro ceduto e, per legge, non possono pertanto esigere alcun rimborso come spiegato dall'avv.to Marco Della Luna nel libro "Euroschiavi".

mercoledì 27 maggio 2015

La bufala della moneta straniera



Di Daniele Pace*

Negli ultimi anni la crisi economica ha portato in Italia e anche in molti paesi europei, numerose teorie monetarie tutte intente a dare una spiegazione, e quindi una loro soluzione, al problema del peggioramento delle condizioni economiche.
L'imputato unico è indicato nell'Euro, definito come una “moneta straniera” dai molti nuovi esperti monetari, dimenticando come la crisi abbia investito molti paesi non appartenenti all'Euro-zona.
La forza mediatica di questa definizione di moneta straniera ne ha fatto un mantra del monetarismo sia sul web che per alcuni mass-media dove spesso si assiste a discussioni tra personaggi, più o meno noti, o anche tra semplici cittadini, in cui la frase “ora dobbiamo prendere in prestito una moneta straniera”, è divenuta comune e una giustificazione per il ritorno alla lira, considerata la panacea di tutti i mali.
La MMT del banchiere Mosler è sicuramente il primo movimento ad aver avanzato questa definizione e questa spiegazione della moneta straniera o sovrana (i due termini spesso si mescolano) per motivare la crisi che ha colpito il vecchio Continente, sempre dimenticando la sorte toccata anche ad altri paesi.
Il termine di moneta sovrana/non sovrana o moneta straniera non era conosciuto prima della sua introduzione da parte degli economisti della MMT, di cui abbiamo “assaggiato” molte volte il disinvolto e largo uso della semantica, peraltro comune già dal Medioevo da parte dei banchieri, per affermare le loro inesattezze e incongruenze spacciandole per vere.
La convinzione che l'Euro sia una moneta straniera sembra ormai essere radicata in molti, ma in realtà non vi sono assolutamente basi per questa affermazione e anzi, il funzionamento dell'attuale sistema monetario in vigore in Europa (e nel mondo), smentisce categoricamente la definizione di Euro-moneta “straniera” o “non sovrana” e tanto più quella di altre valute (vedi dollaro o sterlina ad esempio) come monete sovrane/nazionali.
Basta osservare il meccanismo di produzione del denaro moderno per rendersi conto come l'affermazione con cui si vuole enunciare l'esistenza di una moneta straniera, sia una bufala colossale, e come gli stati non siano costretti a prendere in prestito una moneta straniera, ma semplicemente ad indebitarsi, tutti, indipendentemente dalla natura nazionale o transnazionale della valuta usata. La problematica infatti non dipende da una presunta moneta straniera o non sovrana, ma dal semplice fatto che gli stati (tutti) non utilizzano le proprie BC per finanziarsi (e anche qui allo stato attuale delle cose avremmo comunque un debito), ma i mercati primari dove piazzare i propri titoli all'asta, mentre i cittadini devono ricorrere al credito. Vediamo dunque le prove per affermare la “non esistenza” della moneta straniera analizzando direttamente il funzionamento della BCE e delle varie BC, del mercato primario e del sistema creditizio.


Il funzionamento della BCE e della FED

Per accorgersi di questa clamorosa bufala, è sufficiente riassumere in poche righe il funzionamento dell'attuale sistema monetario, a partire dalle banche centrali, nelle loro funzioni e nei loro compiti.
La BCE, così come la FED, hanno, tra gli altri, il compito di fornire liquidità al sistema bancario. Mentre la FED fornisce liquidità a tutto il sistema statunitense, lo stesso non accade per la BCE, composizione delle varie Banche Centrali aderenti, che sono in realtà le delegate a questa funzione, stampando direttamente le banconote per il 92% del totale, mentre solo l'8% è attribuito a Bruxelles. Questo è chiaramente visibile dai bilanci delle varie banche centrali nazionali, come nel caso della Banca d'Italia, e dallo stesso sito della BCE[1]:
Per decisione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE), la BCE e le 12 banche centrali nazionali (BCN), che insieme compongono l'Eurosistema, emetteranno le banconote in euro.
Dall'inizio del 2002 alla BCE verrà attribuito l'8% del valore complessivo dei biglietti in euro in circolazione, mentre il restante 92% sarà emesso dalle 12 BCN. Ciascuna BCN iscriverà in bilancio una percentuale dell'ammontare complessivo di banconote emesse proporzionale alla rispettiva quota di partecipazione al capitale della BCE.”
Le banconote sono infatti contabilizzate nei bilanci delle singole BC in quanto sono queste a stampare e fornire liquidità ai propri sistemi nazionali di istituti di credito. Se fosse la BCE a creare l'intera base monetaria M0 rappresentata dalle banconote (e dalle attività finanziarie in esse rapidamente convertibili), non dovrebbe comparire nessuna contabilizzazione di questo aggregato M0 nei bilanci delle singole banche centrali, come invece accade chiaramente al pari della contabilizzazione dei collaterali forniti dalle banche commerciali in cambio di questa liquidità.
La Banca d'Italia infatti, al pari delle altre BC dell'Euro-zona, contabilizza l'esatto ammontare della liquidità (banconote in circolazione) che questa ha fornito al sistema bancario nazionale[2].
Nel bilancio della BCE appare dunque la contabilizzazione del solo 8% delle banconote in circolazione, come stabilito dagli accordi presi alla sua fondazione.
Le banconote vengono quindi stampate e messe in circolazione dalle singole BC, che non devono prendere in prestito nessuna moneta straniera in quanto l'Euro è prodotto e contabilizzato in Italia, dalla Banca d'Italia, per il sistema bancario italiano.

Non serve nemmeno andare a leggere lo statuto della BCE o il bilancio della nostra banca centrale per rendersi conto di questo fatto, ma basta visitare la pagina relativa ai compiti che essa ha in relazione alle banconote[2], che recita testualmente:
La Banca d’Italia emette le banconote in euro in base ai principi e alle regole fissati nell’Eurosistema.
Nell'ambito dell'Eurosistema, la Banca d'Italia produce la quantità di banconote in euro a essa assegnata, immette le banconote in circolazione e provvede al ritiro e alla sostituzione dei biglietti deteriorati, [...] contribuisce alla determinazione dei quantitativi da produrre [...]
La Banca d'Italia, inoltre, esercita poteri di controllo sui gestori del contante e, nei casi di inosservanza delle disposizioni che ne disciplinano l'attività, può adottare provvedimenti sanzionatori e di divieto.
[…]
L'emissione delle banconote.
Dal 1 gennaio 2002 la Banca d'Italia e le altre 11 Banche Centrale Nazionali (BCN) dei Paesi dell'Unione Europea (UE) che avevano adottato l'euro, hanno iniziato a emettere, nel quadro dei principi e delle regole che disciplinano la funzione di emissione dell'Eurosistema, banconote denominate in euro.
[…]
Sia la Banca Centrale Europea (BCE) sia le BCN dei paesi partecipanti all'area dell'euro hanno titolo legale a emettere banconote in euro. In pratica soltanto le BCN provvedono materialmente all'emissione e al ritiro dei biglietti in euro. La BCE non è infatti coinvolta in alcuna operazione di cassa.
La funzione di emissione svolta dalla Banca d'Italia si articola su tutto il territorio nazionale attraverso la rete delle filiali.
A livello locale le singole filiali provvedono ad alimentare il sistema con banconote idonee alla circolazione e a ritirare dalla circolazione le banconote logore attraverso i prelevamenti e i versamenti effettuati dalle banche, e, per conto di queste ultime, dalle società di servizi.”

In conclusione le Euro-banconote non sono prodotte da stati “stranieri”, ma dalle stesse BC per i loro sistemi bancari che tra l'altro, particolare rilevante, devono pagarle. Infatti le varie BC nel fornire liquidità al sistema ricevono in cambio obbligazioni (oppure concedendo prestiti) che saranno saldate con interessi. Sono quindi le banche a “pagare” le banconote e non gli stati o i cittadini.


Il sistema del credito e il finanziamento ai privati

Riassumiamo ora brevemente il funzionamento dell'altra componente “emettitrice” di Euro: il sistema del credito che come più volte confermato dalla Banca d'Inghilterra e da numerosi altri enti pubblici e organi d'informazione più che attendibili (vedi il Financial Times o il The Guardian), ha la prerogativa di creare dal nulla il credito necessario a cittadini ed imprese semplicemente con delle scritture contabili nel proprio bilancio.
Quando un cliente chiede un prestito alla propria banca, questa la crea direttamente nel proprio bilancio. Se la banca sarà italiana, creerà la relativa somma in Euro in un bilancio redatto e presentato in Italia, senza doverla chiedere a nessun “straniero”. Anche il credito (in Euro) quindi, al pari delle banconote (in Euro), viene creato sul territorio nazionale ex nihilo, dal nulla, senza dover passare i confini nazionali dall'estero per essere erogato al cliente.
Come detto nel paragrafo precedente, anche nel caso il cliente di una banca italiana desiderasse ricevere una somma (grande o piccola) in banconote (che sia un prelievo o un prestito), il proprio istituto di credito utilizzerebbe le proprie riserve liquide (ottenute dalla raccolta sul territorio di residenza) o nell'ipotetico caso queste fossero esaurite, si rivolgerebbe alla Banca d'Italia che procederebbe a stamparle e contabilizzarle sul territorio nazionale.
Anche il credito quindi, come le banconote, nasce sul territorio nazionale e non deve essere preso in prestito da nessun straniero, in quanto la moneta viene creata “in casa” e non certo in qualche luogo lontano dai confini nazionali e prestata al sistema bancario italiano.
Il credito in euro viene quindi erogato in ciascuna nazione come una classica valuta nazionale. I francesi si rivolgono a banche francesi che lo creano nel loro bilancio “francese” su cui pagheranno tasse “francesi”. I tedeschi si rivolgono a banche tedesche che lo creano nel loro bilancio “tedesco” su cui pagheranno tasse “tedesche” e così via. Non vi è nessuna traccia di moneta (in qualsiasi forma) creata esclusivamente da uno stato estero e data ad un altro. Non esiste in conclusione una “moneta straniera” da prendere in prestito, ma solo (purtroppo) una moneta privata da prendere in prestito come era nel caso della Lira e come è nel caso delle valute fuori dall'area Euro.


Il finanziamento dello stato e i mercati primari

Stabilito come avviene il finanziamento ai privati con una moneta “creata” sul territorio, vediamo invece come funziona il finanziamento allo stato.
Esso è del tutto indipendente dalla creazione monetaria in quanto si basa sulle aste dei titoli a cui partecipano varie banche, esattamente come accadeva con la lira. Lo stato non deve ricorrere al prestito di una moneta straniera ma, come per i privati, al prestito dando come collaterale un proprio titolo da rimborsare alla scadenza con un interesse.
Nulla ha a che fare con il prestito di una “moneta straniera”, in quanto lo stato richiede, per il suo finanziamento, Euro già esistenti ad un cartello di banche (che poi cercherà di piazzare i suoi titoli o li terrà a seconda delle sue esigenze).
Questi euro non vengono richiesti in prestito ad una banca centrale straniera, ma nello stesso modo in cui venivano richieste le lire. Entrambe le monete erano/sono riconosciute come valute nazionali, entrambe prestate indipendentemente dalla loro creazione.
Anche se la lira era una moneta esclusivamente italiana, mentre l'euro può essere creato in tutta l'Euro-zona, questo non ha nessuna correlazione con il debito pubblico che esisterebbe anche con un ritorno ad una neo-lira in quanto frutto di un'asta di titoli.

La differenza fondamentale nella collocazione dei titoli non dipende quindi da una presunta “origine straniera” dell'Euro, ma dalla volontà del ministero del tesoro, e in particolare dalle sue decisioni in merito alle banche incaricate dell'acquisto sul mercato primario e dall'internazionalizzazione dei mercati, che vede oggi un programma di emissioni per il mercato domestico e uno per il mercato internazionale, rivolto in particolare agli Stati Uniti dove vi sono collocazioni di titoli denominati anche in dollari.

In precedenza le banche dealer erano quasi tutte italiane[3], mentre oggi sono quasi tutte straniere[4]. Questo è l'unico elemento “straniero” che si è aggiunto negli ultimi due decenni, insieme al mercato internazionale dei titoli[5].


Conclusioni

In conclusione, affermare che l'euro è una moneta straniera da prendere in prestito da “stranieri” come spiegazione alla crisi è del tutto fuorviante, in quanto questa conclusione non ha nessun fondamento. Come visto l'Italia, come ogni altro paese dell'Euro-zona, emette questa moneta che ha la sola caratteristica di essere l'unica in tutta l'unione, ma non di essere “straniera” né tanto di essere diversa, nel suo funzionamento e nel meccanismo di emissione, da qualsiasi altra valuta che sia il Dollaro, la Sterlina o lo Yen.
Queste non sono monete “sovrane” ma monete private appartenenti di fatto alle banche. Come si può leggere da un qualsiasi comunicato dell'Associazione Bancaria Italiana inoltre, nel 2014[6] le banche italiane hanno prestato 1.820 miliardi di euro alla clientela italiana, chiaramente creati dalle stesse banche nella loro contabilità. Somma evidentemente superiore ai quasi 985 miliardi di banconote (dati gennaio 2015) create in tutta l'euro-zona (quindi dal consorzio di tutte le banche centrali europee aderenti alla moneta unica), altro segno evidente di come questo denaro non possa provenire dalla BCE e dunque di come non esista un prestito dallo “straniero” a causa dell'euro, creato invece “in casa” dal sistema bancario (ammesso che la BCE abbia quel ruolo di “banca straniera”).
Per quel che riguarda il debito pubblico invece, la cui creazione è dovuta all'uso dei titoli di stato e non alla “stampa di una moneta straniera” [che non esiste, NdA], la stessa banca d'Italia e i mass-media[7] ne forniscono un quadro preciso con solo il 30% (di titoli di stato) in mano straniera.
La conclusione dell'esistenza di una moneta sovrana e una non sovrana inoltre, è smentita ogni volta che si chiede ai referenti di MMT o ad altri, di provare con una documentazione ufficiale la loro affermazione per cui gli Stati Uniti ad esempio (o gli altri paesi a moneta sovrana), emetterebbero la loro moneta.
Personalmente ho chiesto già da due anni a Mosler questi documenti, ma la sua risposta (scritta) fu quella di non essere in grado di mostrarmeli. Non meglio è andata al ricercatore Vito Zuccato di Moneta Proprietà, che ha fatto la stessa richiesta (scritta) ad Ivan Invernizzi, che ha saputo fornire solo risposte vaghe e un ultimo “do not disturb” in mancanza di una credibile certificazione.

Eppure fornire questa documentazione dovrebbe essere semplicissimo in quanto questa può essere solo il Bilancio dello Stato dove verrebbero contabilizzate le emissioni di moneta sovrana (USA, UK, Giappone e qualsiasi altro paese a moneta sovrana) e il Decreto legge che ordinerebbe al ministero del Tesoro l'emissione e il suo esatto ammontare, come era nel caso delle 500 lire di carta italiane, e dei dollari di JF Kennedy. Lo Stato infatti non agisce a caso, ma ogni sua azione va legiferata.
Documenti pubblici dunque, reperibili su internet con pochi click, ma non mostrati semplicemente in quanto non esistono. Non c'è nessuna contabilizzazione di dollari emessi nel bilancio degli USA (e degli altri paesi per le rispettive valute), mentre i proventi da signoraggio sono i pochi profitti (sugli interessi) ottenuti dalle BC e girati allo stato. Quindi non realizzati dagli Stati tramite emissione ma dalle BC.
Invito tutti a porre al proprio interlocutore che parlasse di moneta sovrana, la richiesta di questi due documenti, gli unici in grado di accertare che un paese emetta la propria moneta. Nel caso dovessero mostrarvi invece il bilancio della banca centrale, come la Federal Reserve ad esempio, ricordate quanto detto sul funzionamento della BC, e che la contabilità ha degli standard internazionali per cui il bilancio della FED viene redatto allo stesso modo di quello della BCE, e quindi non dimostra affatto nulla, altrimenti sarebbero diversi (oltre ad essere appartenenti ad entità definite indipendenti e diverse dallo stato).


Intanto attendiamo con pazienza che venga mostrato il Bilancio dello Stato e il Decreto Legge di un qualsiasi stato che consenta di certificare l'emissione di una moneta sovrana/non straniera.

L'uscita dall'Euro faciliterebbe le decisioni politiche, ma senza un cambiamento nella struttura del sistema monetario ed una precisa volontà politica, non avrebbe nessun impatto sul debito e sulla sovranità monetaria nazionale.


* Daniele Pace, ricercatore indipendente e scrittore

PS: per chi fosse interessato a conoscere le banche dealers all'acquisto dei Titoli di Stato in europa paese per paese puo consultare la nota n.8


Note

[1] https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2001/html/pr011206_1.it.html
[3] Elenco degli operatori principali, gennaio-settembre 1994 – da “IL COMPORTAMENTO STRATEGICO DEGLI SPECIALISTI IN TITOLI DI STATO “ di MAURIZIO ORDINE - ANTONIO SCALIA - * Banca d’Italia, Servizio Mercati Monetario e Finanziario.
Elenco delle banche dealer, pag 9

Banca Commerciale Italiana
Banca di Roma
Bank of America
Caboto Holding Sim
Carispa di Torino
Credito Italiano
Istituto Bancario San Paolo Torino
Monte dei Paschi di Siena
Sigeco Sim
Morgan Bank
Cariplo *
Banco di Napoli *
Morgan Stanley *

* Tali operatori sono diventati specialisti in data successiva al 30 settembre 1994.

[4] Elenco delle banche dealer – Ministero del tesoro (http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_in_titoli_di_Strato_-_Dal_8_aprile_2013.pdf)
[5] Ministero del Tesoro – Emissioni sui Mercati internazionali (http://www.dt.tesoro.it/it/debito_pubblico/emissioni_sui_mercati_internazionali/)
[6] Comunicato ABI (http://www.agi.it/economia/notizie/abi_aumentano_prestiti_nel_2014_2_2_a_imprese_31_2_mutui-201501191557-eco-rt10131)

[7] Il Fatto Quotidiano, prima parte dell'articolo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/21/europa-le-conseguenze-di-un-ripudio-del-debito/989766/)
[8] Scarica qui l'handbook delle banche dealers: http://www.afme.eu/dynamic.aspx?id=1992

domenica 30 novembre 2014

MMT, la valutazione dell’AMI

Suona come una sonora bocciatura la valutazione del American Monetary Institute su MMT tradotta dal loro sito.

La Teoria Monetaria Moderna (MMT) è una teoria sviluppata da un gruppo di economisti nel corso degli ultimi 25 anni circa. Nella crisi attuale ha ricevuto qualche attenzione da parte della comunità economica e dei politici in cerca di una nuova direzione.
All’Istituto Monetario Americano (AMI) è stato chiesto di MMT e se è in sintonia con la riforma monetaria. Reputiamo che nulla ha a che fare con le questioni monetarie.
Inizialmente AMI ha rapporti buoni e cordiali con alcuni dei principali economisti MMT, e il desiderio di un rapporto costruttivo. Ma sui fatti non possiamo regalare un compromesso. MMT, come gran parte del pensiero economico moderno, si basa su alcuni presupposti errati e una definizione di denaro sbagliata e dannosa per il 99 %. Inoltre MMT ha i suoi problemi specifici tra le sue affermazioni e i fatti che hanno rilevanza sulla validità del MMT .

Gli economisti troppo spesso studiano i fatti sbagliati
MMT dimostra una mancanza di rispetto per i fatti empirici. Questo è il problema con le teorie degli economisti in generale, e troviamo che MMT non faccia eccezione. Come lo storico monetario Alexander del Mar osservava più di un secolo fa (ed è ancora vero oggi):
“Come regola generale, gli economisti politici … non si prendono la briga di studiare la storia della moneta; è molto più facile immaginare e dedurre i principi di questa scienza immaginaria”[1]
A loro vanto, gli economisti MMT come il professor L. Randall Wray ammettono di usare una storia immaginaria, come ad esempio:
“Questa … a conclusione delle “origini” di denaro, in gran parte affidate alle congetture è usata in “un stilizzato, ipotetico esempio del modo in cui un’economia può essere monetizzata.” [2]
Ma con questo metodo immaginario, importanti fatti storici vengono omessi. Per esempio, in una visione d’insieme della valuta continentale della guerra d’indipendenza, il professor Wray salta alla conclusione della teoria montata da MMT che“senza una pressione fiscale sufficiente, le banconote si svalutarono rapidamente”[3]
Non vi è menzione della contraffazione massiccia operata dagli inglesi. Questo è stata la causa principale nel deprezzamento finale della moneta, come Benjamin Franklin ci dice in un articolo scritto nel 1786, riflettendo sulla sua diretta esperienza in quel momento:
“La carta moneta era in quei tempi la nostra moneta universale. Ma, essendo lo strumento con cui abbiamo combattuto i nemici, questi decisero di privarci del suo utilizzo deprezzandolo, e mezzi più efficaci che potessero elaborare era la contraffazione. Gli artisti che hanno impiegato eseguirono così bene il lavoro, che immense quantità di queste falsificazioni rilasciate da parte del governo britannico a New York, sono state distribuite tra gli abitanti di tutti gli Stati membri prima che fosse rilevata la frode. Questa operazione ha notevolmente deprezzato tutta la massa, in primo luogo,per la grande quantità supplementare di denaro, e quindi per l’incertezza nel distinguere il vero dal falso, e il deprezzamento è stata una perdita per tutti e la rovina di molti. È che vero i nostri nemici hanno guadagnato una grande quantità di nostre proprietà con l’operazione; ma non è andata nelle mani dei nostri creditori particolari; così le loro richieste persistono e noi abbiamo ancora abusatnel non pagare i nostri debiti!” [4]
Da parte sua il Congresso Continentale ha mantenuto un eccellente operato contabile: 200 milioni di dollari in banconote sono stati autorizzati, e circa $ 200 milioni sono stati messi in circolazione in un dato momento (e circa 48 milioni dollari banconote danneggiate sono state sostituite). [5]
Questo esempio mette in evidenza la metodologia povera, che è alla radice dei problemi della MMT: è estremamente una cattiva pratica prendere selettivamente pezzi di storia fuori contesto e poi utilizzarli come puntello per fornire alle proprie idee preconcette l’aspetto della legittimità, quando sono in realtà prive di fondamento.
Non che la MMT sia sola in questo; il libro di testo classico per il liceo, Economics: Principals in action (Edito da Pearson , 2007, di 248 pagine), scritto da Arthur O’Sullivan e Steven M. Sheffrin, perpetua lo stesso equivoco della Rivoluzione Americana. Quello che sta accadendo qui è che queste storie mettono nella mente delle persone che il governo sia incapace di gestire gli affari monetari, in particolare, l’offerta di moneta. La storia dimostra che i governi antichi, le colonie americane e il governo degli Stati Uniti erano perfettamente in grado di gestire i loro sistemi monetari in modo sano e più giusto che il sistema odierno.

MMT abusa dei termini
MMT allunga e stravolge il significato delle parole oltre il normale utilizzo, ad esempio, Wray dice:
“Noi diciamo che idenaro Fiat è una passività del governo. Per cosa il governo è debitore? Per accettare il suo denaroper il pagamento delle imposte.” [6]
Normalmente la gente pensa di una passività come qualcosa da pagare e dovuto. Il denaro non deve essere qualcosa da pagare e di dovuto, è quello che usiamo per pagare qualcosa da pagare e dovuto. Per chiamare i soldi una passività si ignorano la natura e le proprietà del denaro. Si rimuove il concetto di denaro e lo si sostituisce con un concetto di debito al suo posto .

MMT descrive il denaro come debito
Metodologia povera e l’uso improprio dei termini conduce MMT alla presentazione del denaro come debito, ad esempio, Wray dice: Il denaro Fiat verrà definito come … niente di più di un debito” [7]
Ma il denaro e il debito sono due cose diverse, ecco perché abbiamo parole diverse per loro. Noi paghiamo i nostri debiti con i soldi.
Se il denaro è definito come un debito, si colloca artificialmente un inutile onere del debito in tutta la società. Si inverte il vero patrimonio netto positivo che tutti produciamo in un negativo finanziario, invece di positivo. In effetti, si collocano artificialmente delle pretese finanziarie su tutti i nostri risultati e il progresso, negandoci così il massimo beneficio e godimento di tutto quello che creiamo.
Mentre la maggior parte dei soldi nel sistema mal progettato negli USA è davvero il debito, messo in circolazione dalle banche quando fanno prestiti , è un errore enorme poi definire la “natura” del denaro come debito. Che errore sarebbe l’impossibilità di ridisegnare il sistema in modo giusto e sostenibile.
L’AMI ritiene il concetto e la definizione di moneta come il fattore più importante nel determinare le funzioni del sistema monetario di una società in un modo giusto e sostenibile.
Come si definisce il denaro determina chi controlla il sistema monetario, e chi controlla il sistema monetario dominerà l’intera società. Per esempio :
• Se il denaro è definita come la ricchezza (ad esempio , le materie prime come oro e argento in peso ), come fece Adam Smith, poi i ricchi controlla non solo la propria ricchezza, ma il sistema monetario e quindi l’intera società.
• Se il denaro è definito come credito o debito, come MMT e la maggior parte degli economisti ora fanno, quelli che dominano credito (le banche) controlleranno il meccanismo monetario della società – e sappiamo per esperienza che ne abuseranno per creare bolle, fino a quando tutto il sistema crollerà.
• Se il denaro è definito come un potere legale astratto della società, come la Costituzione afferma, allora il sistema monetario è posto sotto il nostro sistema costituzionale di controlli ed equilibri per funzionare giustamente e in modo sostenibile per l’intera società, non solo per una parte privilegiata di esso.

L’ AMI utilizza il seguente concetto di denaro :
L’essenza del denaro (a parte tutto ciò che è usato per indicare esso) è un potere sociale astratto, incarnato nella legge, come mezzo di pagamento incondizionato.

Alcune indicazioni su MMT
Ora vedremo alcune delle affermazioni di MMT e le confronteremo con i fatti. Poi vedremo da dove MMT attinge le sue idee, che cosa significano, e suggeriremo come MMT possa grado di correggere questi errori.

MMT fa queste affermazioni specifiche circa il sistema monetario attuale:
1 . governo crea soldi quando spende, e può creare tanto denaro quanto la società vuole;
2 . le tasse non sono utilizzate per la spesa pubblica, e sono invece “letteralmente bruciate”;
3 . i titoli di Stato non sono utilizzati per la spesa pubblica, ma per aiutare la FED;
4 . in questo momento, il governo può creare denaro per la piena occupazione e la stabilità dei prezzi.

MMT confonde la sua teoria per fatti
Prendiamo alcune citazioni dalla letteratura MMT relativi a queste affermazioni per dimostrare che ci sono seri problemi con queste affermazioni. Prendiamo poi alcune delle stesse citazioni contraddittorie di MMT che sembrano ammetterlo.
1 . Ha governo crea soldi quando si spende (tanto quanto vogliamo)? – No
Wray dice: “La spesa pubblica genererà monete, banconote o riserve bancarie” [8] e “La spesa pubblica è vincolata solo da … il desiderio del pubblico per i soldi”[9]
In realtà, secondo fonti ufficiali, la creazione e l’emissione di monete, banconote e riserve bancarie sono privi di rapporto con la spesa pubblica. Tutte le monete e le banconote sono emesse al pubblico attraverso le banche e tutte le riserve bancarie sono originariamente create dalla Fed per le banche. [10] La spesa del Governo trasferisce semplicemente le (sopra menzionate) riserve bancarie di nuovo alle banche. [11]
Pertanto, la spesa pubblica è vincolata dagli accordi monetari attuali, non dal desiderio del pubblico per i soldi.
MMT basa questa erronea asserzione sull’affermazione che, come Wray dice: ” il Tesoro spende prima e senza riferimento a una precedente riscossione delle imposte o precedenti vendita dei titoli.” [12]
In realtà, il Tesoro deve ricevere le tasse o i proventi delle vendite dei titoli (o altri debiti) in conto generale (controllo) alla Fed di New York prima che i pagamenti possano essere effettuati da esso, e ugualmente la legge vieta la Fed di fare prestiti o scoperti al Tesoro [13]. La Fed deve tenere addebitare il conto del Tesoro e accreditare il conto della banca per non creare uno squilibrio contabile.
Pertanto , il Tesoro non può spendere senza riferirsi a quanto è nel suo conto alla FED.
2 . Le nostre tasse sono “letteralmente bruciate” invece di essere spese di nuovo ? – No
Wray scrive: le entrate fiscali non possono essere spese [14] in quanto “il denaro viene letteralmente bruciato, o semplicemente cancellato il passivo del bilancio della banca centrale.” [15]
Infatti, Tesoro pubblica le dichiarazioni quotidiane dei suoi conti mostrando che i fondi per imposte sono trasferiti sul proprio conto presso la Fed e la Fed pubblica le dichiarazioni settimanali che mostrano tali importi come passività nel suo bilancio; questi quindi non sono cancellati [11]. Come per il “bruciare soldi”, è un reato federale [16]. La valuta rientra in circolazione fino danneggiamento o all’usura. [17]
MMT basa le sue erronee affermazioni sulla convinzione che, come Wray dice: “Le tasse sono usate per drenare il reddito disponibile eccessivo.” [18]
In realtà siamo in una profonda recessione (o depressione) in questo momento, la maggior parte delle persone certamente non hanno alcun reddito disponibile eccessivo, eppure la maggior parte delle persone sono ancora tassate.
3 . Il debito pubblico è attualmente inutile ? – No
Wray scrive “le vendite dei titoli … non possono finanziare o sovvenzionare la spesa in deficit”[19] ma servono adimpedire … le offerte allo zero per cento per le riserve … permettendo alla Fed di centrare il suo bersaglio.” [20]
Come sopra, i dati pubblicati dal Ministero del Tesoro e la Fed mostrano che i proventi del prestito obbligazionario (e altri debiti ) vanno dentro e fuori del conto/i del Tesoro presso la Fed; questi vengono quindi utilizzati [11]. E oggi l’effettivo tasso di sconto per le riserve è al tasso obiettivo della Fed vicino allo zero, [21] eppure il Tesoro sta addirittura vendendo più bonds. [22]
Eppure MMT ritiene che, come Wray scrive: “Una volta che le famiglie e le banche nazionali sono contenuti con i loropacchetti di titoli di Stato e … riserve, allora il governo non ha bisogno di … vendere più bonds.” [23]
Oggi i titoli del debito pubblico e le riserve bancarie sono molto più elevati rispetto al passato, ma Tesoro sta vendendo più bonds [22]. Ancora non ne abbiamo abbastanza del debito pubblico ?
4 . Il governo è attualmente in grado di creare denaro per creare la piena occupazione ? – No
Wray scrive che “la capacità del Tesoro di emettere fiat money” [24] significa “piena occupazione con la stabilità dei prezzi … può essere raggiunto , adesso .” [25]
Ma, come abbiamo visto sopra, il Tesoro non emette denaro attualmente, ma le banche, quindi il governo oggi non è in grado di creare e spendere denaro nell’economia per raggiungere la piena occupazione e la stabilità dei prezzi.

MMT è priva di qualsiasi prova concreta
Noi non abbiamo trovato alcuna reale, ufficialmente confermata, prova a sostegno di quanto afferma MMT.
Tutte le fonti ufficiali che abbiamo controllato (E l’abbiamo fatto !) indicano che i fatti sono contrari a quanto sostiene MMT, sotto il regime monetario che attualmente predomina.
Naturalmente, il Congresso può modificare queste regolamentazioni, e per fortuna abbiamo una legislazione introdotta in questo Congresso che ristruttura il nostro sistema monetario in modo che Tesoro possa creare l’offerta di moneta (come MMT pensa stia accadendo) per consentire di raggiungere e sostenere la piena occupazione e la stabilità dei prezzi.

MMT dubita della sua stessa validità
A loro credito, economisti MMT come Wray mettono in discussione le proprie ipotesi:
“E se abbiamo sbagliato nella nostra comprensione di denaro, e nella nostra analisi dei bilanci pubblici ? In questo caso, dobbiamo prendere [programma federale] i costi sul serio.” [26]
In questo caso, dobbiamo chiederci: che cosa MMT sta realmente facendo ? Ce lo chiediamo perché la letteratura MMT talvolta ammette qualcosa di fatto, ma poi torna subito indietro per dire cose che sono completamente in contraddizione con i fatti appena enunciati: ad esempio, Wray scrive:
È vero che il Tesoro trasferisce fondi dalle banche private al suo conto presso la Fed quando vuole a spendere” “, ma nel successivo paragrafo dice: il Tesoro non può ritirare le imposte dall’economia prima di spendere [27]
Come abbiamo visto sopra, il conto del Tesoro viene addebitato quando si spende, quindi deve ottenere fondi dall’economia (dato che la Fed non può prestargli fondi). I fondi trasferiti avanti e indietro tra il Tesoro e l’economia; quindi è inutile dire quale direzione si verifica per prima.

Che altro – alcuni degli altri problemi con MMT:
5 . Unisce il Tesoro e la Fed insieme come se fossero entrambi ” il governo”:
In effetti, le braccia operative della Fed, le 12 banche Fed, sono di proprietà delle banche aderenti. Dovrebbe essere ormai chiaro che la Fed esiste per aiutare le banche , non la società. [28]
6 . Dice il denaro ha valore grazie alle tasse, è per questo che la gente lo vuole [il denaro, NdT], e il governo ne decide il suo valore. [29]
In realtà, il denaro ha valore a causa di quello che può comprare, lo vogliamo che per molte cose, ad esempio, per acquistare cibo (il pagare le tasse è molto più in basso nella lista dei motivi), e i venditori di solito decidono il suo “valore” in quanto tale. Quello che permette al valore di essere creato in primo luogo sono le persone che vivono insieme in una struttura giuridica e sociale di sostegno creatori di valori per la vita, come l’istruzione, la scienza, la medicina, la tecnologia, l’arte, ecc
7 . Ignora il continuo trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi a causa del debito pubblico:
Una grande parte delle nostre tasse vanno a pagare gli interessi sul debito, detenuto in modo sproporzionato dal 1 % .
8 . Ignora la capacità delle banche di contrastare l’effetto del governo sull’economia in qualsiasi momento:
Le banche possono contrarre l’economia riducendo l’offerta di moneta (ad esempio, La Grande Depressione) o espanderla con bolle (ad esempio, immobiliare), indipendentemente dall’avanzo o disavanzo di bilancio dello Stato.
9 . Ignora il furto continuo dalla società a causa della creazione di moneta privata:
La società crea tutto valore economico; il denaro privato agisce come una tassa privata su tale valore.
10 . Accetta l’ingiustizia sistematica:
con il denaro in prestito in circolazione si allarga la ricchezza e la disparità di reddito, così che chi ha più denaro può ottenere il maggior numero di prestiti e quelli con minor denaro ottengono il minimo possibile; ad esempio, Wray dice :“Chiaramente ampi segmenti della popolazione sono una ‘quantità razionata’ … una quantità da razionare può anche essere irrazionale – forse discriminatoria -“ ma poi dice: “non ci soffermiamo su tali questioni.” [30]
Alla AMI noi ci soffermiamo su tali questioni, perché non farlo è una posizione moralmente corrotta.

MMT va avanti e indietro nella sua logica
MMT fa marcia indietro sui tempi di spesa pubblica e trasferimenti fiscali, ad esempio, Wray dice: il Tesoro trasferiscefondi … nel proprio conto presso la Fed contemporaneamente a quando li spende.” [31] Questo è molto diverso da ilTesoro spende prima e senza riguardo al … ricevimento delle imposte” [10] ( come citato sopra). Così MMT ammette che Tesoro ha bisogno di fondi da spendere.
MMT ammette anche che le banche controllano la nostra offerta di moneta; per esempio, Wray dice: “l’offerta di moneta della banca dipende dalla fornitura di prestiti che non è sotto il controllo del governo.” [32]
Abbiamo bisogno della moneta dalla banca prima che chiunque possa ottenere denaro, acquistare titoli di Stato, o pagare le tasse. Così le banche hanno il controllo totale sulla nostra offerta di moneta: nessuno (compreso il governo) può ottenere i soldi a meno che una banca decida di fare un prestito o acquisto.
MMT non riesce a rendersi conto che questo enorme potere è in mano a privati, non nelle mani della società attraverso il governo. Dovremmo vivere in una democrazia, non una plutocrazia.
MMT ammette anche la Fed esiste per servire le esigenze delle banche, non la società; ad esempio , Wray dice: “la [ Fed ] non si può … rifiutare di fornire riserve … necessarie per il … sistema bancario privato … in quanto tutti i sistemi bancari operano con il sistema della riserva frazionaria, le banche … sono automaticamente fornite di riserve in prestito.” [33](neretto aggiunto)
Tutto questo dà un impressione diversa delle principali affermazioni di MMT.

Dove MMT ha le sue idee sbagliate da: la “pistola fumante” e fatale errore
MMT ha preso la sua definizione di moneta da due articoli scritti da “A. Mitchell Innes”
(in realtà A. Mitchell – Innes), un diplomatico britannico in America al tempo della fondazione della Fed. Innes ha scritto unicamente due articoli sul denaro (il secondo è stato solo di convalidare il primo), i quali in effetti hanno creato un “antecedente” per il nuovo Fed system [34]. Innes è la mela marcia. A seguito Innes ha portato MMT in un buco.

Attraverso lo specchio e quel che vi trovò MMT . . .
Attraverso un labirinto di inesattezze e incongruenze, Innes ha creato una “teoria” che dice :
È l‘emissione del denaro il fardello e la tassazione la benedizione.” [35]
Prendetevi un momento per verificare questa teoria contro la vostra esperienza. Avete mai sentito questo ? Questo è un pensiero retrogrado. Innes ha ingannato persone serie, eliminando il concetto di denaro e sostituendolo con quello di debito. [36]
Sostituendo il debito al denaro inverte l’idea stessa del denaro. Cambia il bene in male, con un effetto domino: invertendo ogni altra cosa per dare una visione totalmente capovolta del mondo reale.

Il problema inerente con MMT: mantiene gli attuali problemi in essere
In base alle disposizioni attuali, tutto il denaro viene emesso come debito (anche se non dovrebbe esserlo). L’emissione di moneta con il debito pone un inutile interesse oneroso per ila nostra offerte monetaria e la rende suscettibile al collasso e suscettibile ai privati, spesso corrotti, interessi. Queste sono minacce esistenziali per la nostra economia e società che MMT non riesce ad affrontare.

Va bene, c’è una via d’uscita: il HR 2990
Non deve essere così. Abbiamo bisogno di un sistema semplice che ogni persona normale può capire. Esiste già un progetto di legge al Congresso che ci dà un semplice sistema che non è soggetto a bolle e crolli senza fine. Questo disegno di legge è il HR 2990 ed i suoi obiettivi principali sono la piena occupazione e la stabilità dei prezzi, che sono i principali obiettivi anche di MMT. Il HR 2990 restituisce esplicitamente il potere monetario al Congresso, a cui apparterrebbe, come MMT dice che appartiene attualmente.
Il HR 2990 permetterebbe al governo di spendere soldi senza tassare o prendere in prestito, ovvere come l’approccio funzionale sposato da MMT. Il HR 2990 esige risultati non inflazionistici e fornisce fondi per migliorare le nostre infrastrutture e l’istruzione a tutti i livelli.
Il HR 2990 è l’anello mancante che fa quello che dice MMT succedere, realmente accadere, trattando il denaro come denaro, e non il debito.
MMT ha bisogno di HR 2990 per le cose che dicono di voler far diventare una realtà. MMT può quindi essere valida chiedendo più soldi invece di più debito – una posizione più ragionevole e spendibile politicamente molto più facilmente.

Conclusione
Gli economisti MMT sono elogiati per guardare almeno alla creazione di moneta, quando quasi tutti gli altri economisti non la prendono nemmeno in considerazione, ma lo fanno in un modo così impreciso che MMT è resa inutile in ogni senso pratico.
Questo perché MMT ha incorporato all’interno una definizione di moneta come debito, significando che più duro si lavora come società, tanto più debito avremo, il che significa che dovremo lavorare ancora di più, utilizzare più risorse, avere ancora più debito, e così via, per un sistema di auto-sconfitta.
Così MMT non affronta la fonte di instabilità economica e la causa del degrado sociale e ambientale che vediamo intorno a noi. Si propone di mettere un’ambulanza alla fine del precipizio ogni volta che c’è un incidente, invece di impedire che accada.
Questo errore viene dalla errata definizione di moneta come debito. La definizione di moneta come debito è incompatibile con la natura cartalista (legale) del denaro che MMT abbraccia, e la storia ci dimostra che è anche compatibile con gli obiettivi dichiarati di MMT di piena occupazione e stabilità dei prezzi. Pertanto, MMT deve trattare il denaro come denaro: un mezzo necessario di scambio – senza debito associato – se vuole il nostro sistema monetario rispecchiare la realtà.
Trattare il denaro come denaro è un pre-requisito per qualsiasi soluzione realistica e sostenibile. Solo allora potremo godere dei vantaggi della tecnologia senza la fatica e l’uso delle risorse infinito. Quando l’economia sarà fondata sulla realtà, non sulla teoria, staremo tutti meglio.

Ricerca dell’AMI (American Monetari Institute) scritta da Steven Walsh con la collaborazione di Stephen Zarlenga
Traduzione di Daniele Pace, ricercatore indipendente e autore de La Moneta dell’Utopia

Riferimenti
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Zarlenga, Stephen A. (2010), “Brief Comments on Innes’s ‘Credit Theory of Money’”, Valatie, NY: American Monetary Institute.
* MMT forms part of a sub-branch of economic theories called “Neo-Chartalism” which itself forms part of a branch of economic theories called “Post-Keynesian” (after the late economist John Maynard Keynes).
NOTE

[1]del Mar, 1895, p. 101; Zarlenga, 2003, p. 4[2]Wray, 1998, p. 54 (paragraphs 1 and 2)[3] Wray, 1998, p. 62[4]Franklin, 1819, p. 488; Sparks, 1840, p. 504; Franklin, 1987, p. 1127; Zarlenga, 2002, p. 380-81[5]Zarlenga, 2002, p. 381-82, and p. 388, note 37[6]Wray, 1998, p. 95, note 6; Wray, 2003, p. 15, note ix (using slightly different words/terms)[7]Wray, 1998, p.12[8]Wray, 1998, p. 80; Wray, 2003, p. 6[9]Wray, 1998, p. 87[10]US Mint, 2011 Annual Report, p. 9http://www.usmint.gov/downloads/about/annual_report/2011AnnualReport.pdf); Federal Reserve Bank of New York, June 2008 (http://www.newyorkfed.org/aboutthefed/fedpoint/fed01.html); Federal Reserve System, July 20, 2011 (http://www.federalreserve.gov/paymentsystems/coin_about.htm); Federal Reserve System, 2005, pp. 27-50 (http://www.federalreserve.gov/pf/pdf/pf_complete.pdf); Coleman, 2002 (http://www.federalreserve.gov/pubs/bulletin/2002/0202lead.pdf); Bech, 2008(http://www.newyorkfed.org/research/epr/08v14n2/0809bech.pdf)
[11]US Treasury, Daily Treasury Statement, March 19, 2012(https://www.fms.treas.gov/fmsweb/viewDTSFiles?dir=w&fname=12031900.pdf); Federal Reserve System, Federal Reserve Statistical Release H.4.1, March 15, 2012(http://www.federalreserve.gov/releases/h41/20120315/)
[12]Wray, 1998, p. 78; Wray, 2003, p. 5[13]Federal Reserve Act, Section 14, Subsection (b)(http://www.federalreserve.gov/aboutthefed/section14.htm)[12 USC 355][14]Wray, 1998, p. 78[15]Wray, 1998, p. 111[16]18 USC 333[17]Federal Reserve Bank of New York, October 2011(http://www.newyorkfed.org/aboutthefed/fedpoint/fed11.html)
[18]Wray, 2003, p. 9[19]Wray, 1998, p. 85; Wray, 2003, p. 7[20]Wray, 1998, p. 86[21]Federal Reserve System, Federal Reserve Statistical Release H.15, March 19, 2012(http://www.federalreserve.gov/releases/h15/20120319/)
[22]US Treasury, Treasury Direct, Historical Auction Query, March 1-19, 2012(http://www.treasurydirect.gov/RI/OFAuctions).[23]Wray, 1998, p. 87[24]Wray, 1998, p. 119[25]Wray, 1998, p. 124[26]Wray, 1998, p. 180 (5 pages from the end of the book)[27]Wray, 1998, p. 78 ((new) paragraphs 1 and 2); Wray, 2003, p. 5 ((new) paragraphs 2 and 3)[28]Zarlenga, 2006 (http://www.monetary.org/is-the-federal-reserve-system-a-governmental-or-a-privately-controlled-organization/2008/02)
[29]For an academic critique on these points, readers are referred to Febrero (see References).[30]Wray, 1998, p. 110[31]Wray, 1998, p. 116[32]Wray, 1998, p. 110[33]Wray, 1998, p. 105[34]Wray, 2004, p. 11-13[35]Innes, 1914, p. 160[36]Zarlenga, 2010 (http://www.monetary.org/critique-of-innes/2012/06)
Link all’articolo originale: http://www.monetary.org/mmtevaluation