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lunedì 7 dicembre 2015

La Russia accelera l’uscita dal dollaro

F. William Engdahl New Eastern Outlook 05/12/2015
goldcore_bloomberg_chart5_19-11-14Da tempo Cina e Federazione Russa hanno capito, così come altre nazioni, che il ruolo del dollaro come principale valuta di riserva mondiale è il loro tallone d’Achille economico. Finché Washington e Wall Street controllano il dollaro, e finché la maggior parte del commercio mondiale richiede dollari per i pagamenti, le banche centrali come quelle di Russia e Cina saranno costrette ad accumulare dollari sotto forma di “obbligazioni” del debito del Tesoro USA, come riserva di valuta per proteggere le economie dalla guerra valutaria che la Russia ha subito a fine 2014, quando l’appropriatamente denominato ufficio su terrorismo e intelligence finanziaria del Tesoro degli Stati Uniti e Wall Street scaricarono il rublo con l’accordo USA-Arabia Saudita per far crollare i prezzi mondiali del petrolio. Ora Russia e Cina sono dirette verso l’uscita dal dollaro. Il bilancio dello Stato della Russia dipende fortemente dai profitti delle esportazioni di petrolio. Ironia della sorte, a causa del ruolo del dollaro, le banche centrali di Cina, Russia, Brasile e altri Paesi diametralmente opposti alla politica estera degli USA, sono costrette a comprare debito del Tesoro USA in dollari, di fatto finanziando le guerre di Washington, con cui mira a danneggiarli. Ciò sta cambiando. Nel 2014 Russia e Cina firmarono due accordi colossali 30ennali sul gas russo per la Cina. I contratti hanno precisato che lo scambio sarà in rubli e renminbi, non in dollari. È l’inizio di un processo accelerato della de-dollarizzazione in corso oggi.
Renminbi nelle riserve russe
Il 27 novembre la Banca Centrale della Russia annunciava di annettere il renminbi cinese nelle riserve ufficiali della banca, per la prima volta. Al 31 dicembre 2014, la banca centrale della Russia aveva riserve costituite per il 44% da dollari, il 42% di euro e la sterlina inglese per poco più del 9%. La decisione d’includere renminbi o yuan nelle riserve ufficiali della Russia aumenterà l’uso dello yuan nei mercati finanziari russi, a scapito del dollaro. Lo yuan ha iniziato a essere commercializzato come valuta, anche se non ancora pienamente convertibile in altre, nella Borsa di Mosca dal 2010. Da allora il volume delle compravendite yuan-rublo è cresciuta enormemente. Nell’agosto 2015 i cambiavalute russi e le aziende acquistarono 18 miliardi di yuan, circa 3 miliardi di dollari, con un aumento del 400% rispetto all’anno precedente.
Il rublo d’oro è in arrivo
Ma le azioni di Russia e Cina per sostituire il dollaro quale valuta di mediazione negli scambi commerciali, un commercio il cui volume è notevolmente aumentato dalle sanzioni di USA e UE nel marzo 2014, non sono le ultime. L’oro è in procinto di un drammatico ritorno sulla scena monetaria mondiale da quando Washington unilateralmente stracciò il trattato di Bretton Woods, nell’agosto 1971. A quel punto, su consiglio dell’emissario personale di David Rockefeller al Tesoro, Paul Volcker, Nixon annunciò che Washinton si rifiutava di onorare gli obblighi del trattato rimborsando i dollari detenuti all’estero con l’oro della banca centrale degli Stati Uniti. Da quel momento, voci insistettero che di fatto le casseforti di Fort Knox siano vuote; se ciò venisse verificato, significherebbe la fine del dollaro come valuta di riserva. Washington sostiene categoricamente che la Federal Reserve possiede 8133 tonnellate di riserve auree. Se fosse vero, sarebbe di gran lunga superiore alla seconda, la Germania, le cui riserve auree ufficiali sono indicate dal FMI a 3381 tonnellate. Nel 2014 un evento bizzarro emerse alimentando i dubbi sulle statistiche ufficiali dell’oro statunitense. Nel 2012 il governo tedesco chiese alla Federal Reserve di restituire alla Bundesbank, la banca centrale tedesca, l’oro “in custodia” della FED. Scioccando il mondo, la banca centrale statunitense rifiutò di restituire alla Germania il suo oro, con la flebile scusa che la Federal Reserve “non poteva distinguere i lingotti tedeschi da quelli degli Stati Uniti…” Forse dobbiamo credere ai revisori dell’US Federal Reserve per cui l’oro fu escluso dai tagli al bilancio degli Stati Uniti? Nello scandalo che ne seguì, nel 2013, gli Stati Uniti rimpatriarono 5 misere tonnellate di oro tedesco a Francoforte e annunciarono di dover attendere il 2020 per completare il richiesto rimpatrio delle 300 tonnellate. Altre banche centrali europee iniziarono a riprendersi il loro oro dalla FED, sempre più sfiduciati verso la banca centrale statunitense. In tale dinamica, la banca centrale della Russia accumulò drammaticamente le riserve auree ufficiali, negli ultimi anni, dato che la crescente ostilità con Washington s’era accelerata di molto. Dal gennaio 2013, l’oro ufficiale della Russia è aumentato del 129%, arrivando a 1352 tonnellate al 30 settembre 2015. Nel 2000, alla fine del decennio del saccheggio degli Stati Uniti della Federazione Russa, durante i bui anni di Eltsin, le riserve auree della Russia erano pari a 343 tonnellate. Le casseforti della Banca centrale russa che, al momento della caduta dell’Unione Sovietica nel 1991 avevano circa 2000 tonnellate di oro ufficialmente, furono spogliate durante il controverso mandato del capo della Gosbank, Viktor Gerashenko, che disse a una Duma sorpresa che non sapeva spiegare dove fosse l’oro russo. Oggi è un’epoca diversa di certo. La Russia ha di gran lunga sostituito il Sudafrica come terzo Paese per miniere d’oro al mondo e per tonnellate annue estratte. La Cina è la numero uno. I media occidentali hanno propagandato molto il fatto che le sanzioni finanziarie guidate dagli Stati Uniti abbiano ridotto in modo significativo le riserve di dollari della banca centrale russa. Ciò che non segnalano è che la banca centrale in Russia ha acquistato oro, molto oro. Le riserve della Russia in dollari USA si sono ridotte recentemente, per le sanzioni, di 140 miliardi dal 2014, in parallelo al crollo del 50% del prezzo del petrolio, ma la disponibilità di oro è aumentata del 30% dal 2014, come indicato. La Russia detiene il maggior numero di once d’oro per gli exchange-traded funds (ETF). Solo a giugno, aggiunse il 12% della produzione mondiale annuale delle miniere d’oro, secondo seekingalpha.com. Il governo russo adottò la proposta molto sensata dell’economista russo e consigliere di Putin, Sergej Glazev, vale a dire che la Banca Centrale di Russia acquistasse ogni singola oncia di oro russo estratto ad un prezzo interessante in rubli, garantendosi l’aumento delle riserve auree dello Stato, evitando anche che la Banca Centrale comprasse oro sui mercati internazionali in dollari.
La bancarotta dell’egemone
Alla fine degli anni ’80, osservando la grave crisi bancaria degli Stati Uniti assieme al netto declino del loro ruolo, dal dopoguerra ,di nazione industriale leader mondiale e alle multinazionali degli Stati Uniti che esportavano la produzione nei Paesi dai bassi salari come Messico e Cina, gli europei cominciarono a concepire una nuova moneta per sostituire il dollaro come riserva e creare gli Stati Uniti d’Europa per rivaleggiare con l’egemonia statunitense. La risposta europea fu la creazione del trattato di Maastricht al momento della riunificazione della Germania, agli inizi degli anni ’90. La Banca centrale europea e l’euro più tardi, costruiti dall’alto e gravemente compromessi, ne furono il risultato. Una sospetta scommessa vincente da miliardi di dollari dello speculatore degli hedge fund George Soros, nel 1992, contro la Banca d’Inghilterra e la parità della sterlina, respinse Regno Unito e City di Londra dall’emergente alternativa europea al dollaro. Qualcuno ci guadagnò facilmente con gli stessi hedge fund colpendo l’euro nel 2010 attaccandone il tallone d’Achille, la Grecia, seguita da Portogallo, Irlanda, Italia, Spagna. Da allora l’Unione europea, obbiettivo di Washington e incatenata alla NATO, non minaccia più l’egemonia statunitense. Tuttavia, sempre dal 2010, mentre Washington tentava d’imporre la Full Spectrum Dominance del Pentagono sul mondo sotto forma dei cosiddetti cambi di regimi arabi manipolati dalla Tunisia all’Egitto alla Libia e ora, con scarsi risultati, in Siria, Cina e Russia si sono avvicinate. L’alternativa russo-cinese al dollaro, sotto forma di rublo d’oro e renminbi o yuan d’oro, potrebbero avviare la reazione a catena dell’uscita dal dollaro statunitense, e quindi avviare un serio declino nella capacità degli Stati Uniti di utilizzare il dollaro quale riserva per finanziare le guerre con i soldi altrui. Ciò potrebbe avvantaggiare un mondo in pace rispetto alle guerre dell’egemone perdente, gli Stati Uniti.5F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in Scienze Politiche all’Università di Princeton, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

venerdì 5 giugno 2015

Russia aumenta riserve auree del 40%



Saliranno a $500 miliardi per coprire fuga capitali. Resta da vedere come risponderà il cartello bancario occidentale.
MOSCA (WSI) - Per rimediare alla fuga di capitali, la Russia ha annunciato ieri, senza per la verità troppi proclami, che aumenterà le riserve auree del 40% portandole a $500 miliardi.

La banca centrale russa è determinata a riportare le riserve auree ai livelli visti in precedenza nel biennio 2012-2013. Al momento la somma detenuta nei forzieri è di $360,5 miliardi.

"Gli ultimi avvenimenti ci hanno spinto a riprendere in considerazione le nostre idee sui livelli sufficienti e necessari di riserve auree", ha detto Elvira Nabiullina, presidente della banca centrale.

L'economia russa, secondo la donna banchiere, ha bisogno di un ammontare tale da poter ricoprire i deflussi di capitale previsti nei prossimi 2-3 anni. 

Al prezzo artificialmente manipolato di oggi, i 500 miliardi di dollari si traducono in 119,1 milioni di once ovvero 3.463 tonnellate metriche di oro.

Ora rimane da vedere come risponderà il cartello bancario occidentale.

(DaC)
Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1816384

mercoledì 12 marzo 2014

IL FMI SACCHEGGIA L'ORO DELL'UCRAINA

33 tonnellate d'oro ucraino in volo verso l'occidente? 
Jesse riporta un articolo di Newswire che si rifà e commenta un altro articolo della russa Iskra News. Ovviamente il tutto va preso con le pinze. Sempre Jesse ci ricorda che le riserve ufficiali ucraine d'oro ammonterebbero a 33 tonnellate. Newswire 24 - Ukrainian gold reserves loaded on an unidentified transport aircraft in Kiev. Secondo iskra-news.info dell’altra notte, le riserve d’oro ucraine (40 scatole sigillate) sono state caricate su un aereo non meglio identificato all’aeroporto Borispol di Kiev. Il volo è partito immediatamente. 


Una fonte al governo ucraino ha confermato che il trasferimento delle riserve aurifere Ucraine avrebbe come destinazione gli Stati Uniti, secondo un ordine del Primo Ministro attuale Arseny Yatsenyuk.
Secondo la mia opinione (di Markus Books) se questo report è vero significa che o la nuova elite al potere ha rubato l’oro del paese oppure lo sta solo proteggendo contro la possibilità che finisca in mano ai russi. Comunque sia la storia sembra piena di ombre.

Narrazione ufficiale: il bullion d’oro è iin viaggio per gli USA (forse per rassicurare i tedeschi che il loro oro è in buone mani visto che poco dell’oro tedesco da rimpatriare ha effettivamente preso la via di casa)

Narrazione reale (di Markus Books): probabilmente è finito in Svizzera, dove sarà diviso fra Yulia Tymoshenko e i suoi.

Traduzione goooogle dal russo all’inglese di Iskra News:

Tonight from Borispol in the U.S. strartoval plane with gold reserves of Ukraine

As our site workers airport "Borispol", this night in 2:00, with the designated airport runway started unregistered transport plane ...

According to the staff "Boryspil", before it came to the airport four collector car and two cargo minibus Volkswagen, while , all arriving truck license plate missing. Car pulled out of about fifteen people in black uniforms, masks and body armor. Some of them were armed with machine guns. These people have downloaded the plane more than forty heavy boxes ... After that, some mysterious men arrived too entered the plane.

All loading was carried out in a huge hurry. After unloading the car without license plates immediately left the runway, and the plane took off on an emergency basis ... Those who saw all this mysterious "special operation" airport officials immediately notified the administration of "Boryspil", from which received a strong recommendation "not to meddle in other people's affairs ..."


Later, in received call back one of the senior officials of the former Ministry of income and fees, which reported that, according to him, tonight, on the orders of one of the "new leaders" of Ukraine in the United States has been taken all the gold reserves in Ukraine ... 

Fonte: Argento Fisico